“G come Germania”, una guida per gli expat: la sanità

23 October 2016

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Parte oggi, con un articolo dedicato alla sanità, la nuova rubrica di Gabriella Di Cagno, “G come Germania”, in cui verranno sinteticamente affrontati i temi principali relativi al trasferimento dall’Italia alla Germania, in particolare a Berlino.
I contributi hanno lo scopo di fornire un orientamento ai nuovi immigrati e a coloro che, in Italia, stanno coltivando l’idea di un prossimo trasferimento in Germania.
Anche se le informazioni sono state verificate di recente, si declina ogni responsabilità e si rimanda alla consultazione diretta degli uffici preposti. 

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La sanità in Germania (e a Berlino)

Con questo tema affrontiamo a grandi linee uno dei più assillanti quesiti per coloro che si accingono a transitare dal sistema sanitario nazionale italiano al sistema assicurativo tedesco. In effetti, per chi non ha un lavoro dipendente, questo passo è da compiere con estrema consapevolezza, poiché comporta scelte che hanno conseguenze di una certa importanza sulla propria salute e sulle proprie finanze.
Il principale equivoco da chiarire per coloro che dall’Italia si trasferiscono in Germania, risiede nella possibilità o meno di continuare a utilizzare la TEAM (Tessera Europea Assicurazione Malattia) rilasciata in Italia.
La legge dice che chiunque stabilisca la propria residenza in Germania ha l’obbligo di una copertura sanitaria, a partire dal primo giorno della Anmeldung (iscrizione anagrafica). Gli italiani neo-immigrati si considerano generalmente, in quanto europei, protetti e legittimati dal possesso della tessera sanitaria italiana. D’altra parte, iscrivendosi all’AIRE (Anagrafe degli Italiani Registrati all’Estero), il cittadino emigrato viene a perdere automaticamente la copertura sanitaria dello Stato italiano, poiché il relativo Comune di provenienza in Italia registrerà la nuova residenza estera, come comunicato dal consolato. L’iscrizione all’AIRE non è opzionale, bensì un obbligo di legge (seppur non soggetto a sanzioni in caso di elusione), per chiunque trasferisca all’estero la propria dimora abituale. Sebbene, come detto, non esistano sanzioni per coloro che trasgrediscono a questo obbligo, tuttavia esiste la possibilità di essere iscritti d’ufficio, qualora emerga un’incongruenza fra la reale residenza del cittadino e quella ufficialmente dichiarata.
Si noti che alle autorità tedesche non riguarda questa ultima formalità, che ricade esclusivamente in ambito burocratico italiano e non sussiste uno scambio anagrafico automatico fra i due Stati.
Le recenti normative europee del 2014 regolano l’utilizzo della TEAM all’estero, stabilendo che la tessera vale solamente in caso di “cure mediche necessarie” nell’ambito di un soggiorno temporaneo per turismo o per lavoro. Sono pertanto escluse le prestazioni che non hanno il carattere di urgenza o necessità, che verrà valutato dal personale medico al quale ci si rivolge. Se il medico decide che la prestazione non rientra nel caso di necessità, inviterà il paziente a pagare personalmente la sua parcella.

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Il disorientamento degli italiani appena arrivati in Germania circa il tema “sanità” è quasi sempre dovuto alla mancanza di informazioni, nello specifico all’ignoranza della differente forma di struttura sanitaria nei due Paesi.
Sinteticamente possiamo così riassumere:
il Sistema Sanitario Nazionale italiano fornisce assistenza ai residenti in Italia. Tutti sono iscritti e hanno diritto alla copertura sanitaria, contribuendo in maniera diversa a seconda dei parametri stabiliti dalla legge. In caso di trasferimento all’estero, la mancanza di una comunicazione di interruzione del servizio da parte dell’assistito, ha come conseguenza che la ASL continuerà a pagare (a vuoto) le prestazioni del medico di base, in base alla lista nominativa dei pazienti iscritti presso il professionista.
In Germania invece, l’assistenza sanitaria viene erogata tramite la sottoscrizione di una polizza assicurativa (Krankenversicherung) offerta da assicurazioni private o da assicurazioni “pubbliche”, queste ultime in realtà private sovvenzionate (più precisamente il termine gesetzlich indica una forma di controllo “a norma di legge”). Le casse malattia pubbliche vanno sotto il generico nome di gesetzliche Krankenkassen (gKK), ve ne sono oltre un centinaio, e le assicurazioni private sotto quello di Privatversicherungen (PV). In ogni caso, la posizione di un assicurato in Germania è simile a quella di un membro di una associazione.
Una volta che si sia comunicata alla propria ASL la notizia del trasferimento all’estero, si ottiene il modulo E104, che attesta la copertura sanitaria pregressa fino al momento del trasferimento. Senza questo modello, debitamente compilato e con una data il più possibile recente, non si può essere accettati dalle assicurazioni sanitarie tedesche. Per i lavoratori dipendenti, il modello E104 può venire rilasciato anche dall’INPS.
Consigliamo di recarsi ad una KK con un modello E104 il più possibile recente, poiché la cassa tedesca che accetterà il nuovo iscritto farà partire da quella data sul modello l’inizio dell’assistenza e del pagamento del contributo.
La decorrenza del termine parte dalla data di iscrizione all’AIRE, che viene stabilita al momento in cui il Comune italiano di residenza la recepisce dal consolato e ne dà conferma, mediante invio di un documento.
I lavoratori dipendenti (entro una determinata soglia di reddito) ed altre categorie sono obbligati a iscriversi presso una gKK. Non così i lavoratori autonomi e chi sia in generale privo di datore di lavoro: tranne in caso di stato di disoccupazione ufficiale, sussiste l’obbligo ad iscriversi con un minimo contributo a proprio carico (calcolato in base al reddito). Per chi dunque non svolgesse alcuna attività lavorativa (senza percepire sussidio di disoccupazione) o lavorasse in proprio, c’è solamente la scelta fra gKK e PV. Per questo, chi sceglie di iscriversi di propria volontà presso una gKK è chiamato Freiwillig (assicurato volontario). Attualmente, la soglia minima di contributo mensile si aggira intorno ai 170,00 euro. Proprio questa è la differenza (non piccola) fra il sistema italiano e quello tedesco: nel SSN italiano non si versano contributi mensili se non si lavora. Nel sistema assicurativo tedesco invece sì, in quanto esso si basa sulla stipula di un contratto fra soggetto assicurato e soggetto che eroga la prestazione.

Riepiloghiamo la differenza tra assicurazioni pubbliche e private, informazione utile a chi si trova nella condizione di poter scegliere.
Come funzionano le gKK:
la distinzione fra le assicurazioni private e le casse pubbliche consiste per prima cosa nei criteri e nei parametri utilizzati per stabilire il contributo da versare: per le private contano fattori come l’età e il rischio malattia, mentre per le pubbliche il contributo è una percentuale uguale per tutti calcolata sul reddito lordo (la percentuale viene stabilita per legge e varia leggermente per le diverse casse, attualmente si colloca in media tra il 15% e il 16%). In questo contributo è inclusa la cosiddetta Pflegeversicherung (assistenza infermieristica che dà diritto ad accudimento in caso di non autosufficienza per l’età avanzata o a causa di malattie invalidanti).
Per i nuovi iscritti che esercitano un’attività autonoma, la Krankenkasse verificherà se questa può essere equiparata a un Hauptjob o a un Nebenjob (una professione principale o secondaria, full-time o part-time) e stabilirà l’importo del contributo in relazione a un presunto monte-ore di lavoro settimanale.
Al momento di iscrivervi alla Krankenkasse, se i vostri introiti sono modesti vi conviene dichiarare subito che l’impegno lavorativo è inferiore alle diciannove ore settimanali. In seguito, ogni anno la KK vi richiederà l’invio di un formulario da compilare: l’Einkommensanfrage, che dovrete restituire debitamente compilato. Inoltre, una volta ottenuto, invierete lo Steuerbescheid del Finanzamt, ovvero il documento ufficiale con cui l’Agenzia delle Entrate comunica ai contribuenti l’entità delle imposte da pagare e da cui si evince la cifra delle entrate lorde. Fate attenzione al seguente concetto: le vostre entrate prese in considerazione per calcolare l’entità del contributo sono la somma di tutti gli introiti ricevuti in ogni parte del globo terrestre. In poche parole, include gli eventuali redditi maturati in Italia e in ogni altro Paese, fatta eccezione per le rendite da affitto di immobili non situati sul territorio tedesco.
Nel caso di coniugi o familiari a carico, questi hanno diritto a essere assicurati gratuitamente insieme al capofamiglia. Lo stesso dicasi per i figli fino al diciottesimo anno d’età.
Una cosa molto importante da sapere è che le gKK difficilmente accettano iscritti ex-novo (ovvero che non siano mai stati precedentemente iscritti nel sistema sanitario “pubblico”) oltre il cinquantesimo anno di età per la categoria dei Freiwillige e certamente non oltre i cinquantacinque anni. Questo non riguarda, ovviamente, tutte le altre categorie, quali lavoratori dipendenti o pensionati italiani che si trasferiscono in Germania portandosi dietro automaticamente la copertura sanitaria “inclusa nel prezzo”.
Come funzionano le Privatversicherungen:
diversamente dal sistema delle casse pubbliche, il sistema privato non si basa sul reddito dell’assicurato, bensì sui parametri di rischio, come qualunque altra assicurazione. Dunque, gli elementi presi in considerazione per stabilire il contributo sono essenzialmente: età, genere, condizioni fisiche dell’assicurato e tasso di rischio del lavoro che svolge. Ciò significa che il costo dell’assicurazione aumenta con l’aumentare dell’età e con un eventuale peggioramento del proprio stato di salute.
In base ad una prima verifica dei parametri dichiarati dal richiedente, l’assicurazione decide se accogliere o meno la richiesta.
Il sistema privato consta di una innumerevole offerta tra tariffe e prestazioni. Il criterio basilare sta nella diretta proporzione fra pagamento del servizio e qualità e tipologia delle prestazioni erogate. I diversi piani tariffari prendono in considerazione una vasta gamma di elementi, dal ricovero in ospedale agli esami di routine, dalla copertura totale presso il medico odontoiatra all’acquisto di prodotti farmaceutici.
Per queste ragioni, prima di scegliere l’assicurazione e stipulare il relativo contratto, è consigliabile studiare in maniera approfondita le condizioni, comparando il più possibile le offerte sugli appositi portali in rete o rivolgendosi a un consulente autorizzato per essere consapevoli delle prestazioni che l’assicurazione coprirà e a quale costo.

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Terminiamo questa panoramica segnalando un paio di portali per il confronto delle offerte.
Per le assicurazioni private consultate questo link, qui e qui, invece trovate informazioni utili sulle casse pubbliche.
Un ultimo suggerimento: consultate anche la homepage di alcune tra le più grosse KK, che spesso riportano le informazioni anche in lingua inglese (per chi trovasse ancora difficoltà con il tedesco, in questo caso anche piuttosto ostico in quanto linguaggio tecnico-burocratico).

Fonti di riferimento: Simone Buttazzi e Gabriella Di Cagno, (“Tutti a Berlino“, Quodlibet, 2. ed. 2014; “Piccola guida al sistema sanitario in Germania“, a cura di Luciana Degano Kieser, Com.It.Es Berlino 2016).
NOTA BIOGRAFICA DELL’AUTRICE
Gabriella Di Cagno (Bari, 1961) ha studiato e vissuto a Firenze, dove si è occupata di musei, biblioteche, editoria. Ha compiuto la sua relocation a Berlino nel 2007 e qui ha intrapreso, con altri, varie attività, fra le quali: la pubblicazione (con Simone Buttazzi) di un vademecum per gli italiani che si trasferiscono a Berlino: “Tutti a Berlino” e la fondazione di una associazione di pugliesi a Berlino, Apulier in Berlin.

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