5 film tedeschi che abbiamo apprezzato negli anni 2000

5 August 2015

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Gerd Wiesler (Ulrich Mühe) bei seiner Arbeit.

Gerd Wiesler (Ulrich Mühe) © Le Vite degli Altri / ScreenShot

di Paola Moretti

Parlando con un amico regista, lo informavo di aver visto Nirvana (1997) da poco e mi ha subito ammonita dicendo che secondo lui, “soprattutto voi giovani, dovreste vedere film attuali.” Tenendo conto di ciò, e del fatto che “Il cielo sopra Berlino” e “Christiane F.” sono pellicole ormai cult, ho scelto di proporvi i cinque film tedeschi che ho apprezzato di più negli anni 2000.

Oh boy, un caffé a Berlino (2012)

Avevo già velatamente espresso il mio amore per Tom Schilling qui, ma è con questo lungometraggio, della quale interpretazione gli è valsa la nomination come miglior attore negli European Film Awards 2013, che mi ha conquistata. Niko è un venti-e-qualcosa-enne che vive a Berlino, uno che i miei definirebbero senza arte né parte. Ha lasciato la fidanzata, ha lasciato l’università e quando il padre gli chiede il motivo, risponde che doveva riflettere, “su cosa, di grazia?”, “su di me”. Il film è il racconto in bianco e nero di una giornata a gironzolare per Berlino ed i suoi conseguenti incontri. Dal vicino di casa in cerca di compagnia, alla ex- compagna di scuola una volta cicciona. La narrazione ha un tono ironico, sottilmente sarcastico. Il risultato è un’istantanea agrodolce di una Berlino popolata da strani esseri e di una gioventù spaesata.

Die fremde (2010)

La protagonista, interpretata da Sibel Kikilli, è una giovane turca, che fugge dal marito violento e si rifugia in Germania, dove si è trasferita la sua famiglia. A casa dei genitori si trova davanti un padre ostile, che disapprova la scelta di abbandonare il marito, ed una madre troppo succube dell’autorità maschile per dimostrare il suo appoggio. Questa è la storia di Umay, che va per la sua strada, cercando di costruirsi una vita nuova, da donna emancipata e sola, nonostante l’ostruzionismo della famiglia e della comunità turca circostante.

Le vite degli altri (2006)

Uno dei film più dolci e melanconici che abbia mai visto, ambientato nella DDR, un agente della Stasi è incaricato di sorvegliare l’appartamento di un noto scrittore teatrale. Durante il servizio di sorveglianza l’agente Wiesler viene stimolato intellettualmente dai discorsi origliati ed  intraprende un processo di redenzione. L’attività zelante della Stasi riuscirà comunque a mettere in pericolo la vita dello scrittore, motivo per cui Wiesler si vede costretto all’azione.

 

La sposa turca (2004)

Di nuovo Sibel Kikelli interpreta una ragazza proveniente da una famiglia turca; in un istituto psichiatrico incontra Cahit, turco di prima generazione, al quale chiede di sposarla per sfuggire al controllo del padre e del fratello. Il tacito accordo tra i due sembra funzionare bene, finché lentamente l’amore prende il sopravvento dando origine ad una serie di drammatici eventi.

Goodbye Lenin (2003)

Spero di non proporre niente di nuovo menzionando questo film, ma nel caso non lo abbiate ancora visto, vedetelo. La madre di Alex, fedele compagna del partito, entra in coma pochi mesi prima della caduta del muro e si risveglia solo a Germania unificata. Il figlio, terrorizzato dall’idea di sconvolgere la fragile genitrice ricrea nell’appartamento una piccola DDR. Preoccupandosi di recuperare cimeli del regime e girare telegiornali verosimili della tv di Stato, inscena, con l’aiuto di familiari e amici, una pantomima tenerissima. Fin quando Christiane non esce a fare una passeggiata ed il suo mondo posticcio comincia a sgretolarsi.

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