Fasching o Fasnacht: il carnevale tedesco, tra anarchia e tradizione

28 February 2017

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Carnevale tedesco

Photo by Günter Hentschel©

di Axel Jürs

In realtà un Fasching o una Fasnacht nazionali, vale a dire un vero e proprio carnevale tedesco non c’è, perché carnevale in Germania è una festa culturale e d’identificazione con tradizioni piuttosto regionali o locali. Nell’ovest (dove si parla più di Karneval) e nel sud della Germania (dove si festeggia più Fasching o la Fasnacht), si celebra la festosa ricorrenza con modi e costumi che possono variare da un paesino all’altro.
Molto facile da distinguere sono i casi delle città che hanno un urlo carnevalesco (Karnevalsruf) diverso delle città nelle vicinanze, come per esempio Köln e Düsseldorf. A Düsseldorf si grida e canta o “Helau!“, a Köln “Alaaf!“. A Berlino è allo stesso tempo facile e difficile: da un lato i Narren, vale a dire gli sfrenati giullari del carnevale, hanno scelto “Hei-Jo!” (abbreviazione di “Heiterkeit und Jokus”, vale a dire “allegria e divertimento”) e dall’altra parte ci sono Narren provenienti da altre città, che cercano di insegnare ai cittadini della capitale l’arte di festeggiare il carnevale in altri modi.

C’è da dire che le tradizioni del Fasching aumentano soprattutto nelle regioni cattoliche. Così nell’est, che prima era terreno dei luterani, poi dell’ateismo comunista, quasi solo la città di Cottbus ha sviluppato e mantenuto una vivace tradizione di Fasching, che prevede anche una grande e lunga sfilata di Motiv-Wagen (carri realizzati in mesi di preparazione), che fanno la parodia della politica e in generale delle persone al potere. Naturalmente, proprio per questa ragione, il carnevale in passato è stato malvisto sia dalla SED e della Stasi e difeso in maniera più o meno nascosta dalla gente, anche da chi che non c’entrava niente col carnevale, ma cercava solo un ambito protetto per svolgere attività d’opposizione (come succedeva spesso anche nelle chiese, alla fine del “regno socialista” della SED).

Gli amanti del carnevale che vivono all’ovest guardano alle attività dell’est con un misto di pena e nostalgia: ma come si fa a festeggiare una sola notte o un giorno solo? E a fare una sfilata nel fine settimana invece di godersi il Rosenmontag (Lunedì grasso), giorno in cui tutte le città all’ovest sono in festa, ma all’est i protestanti tornano al lavoro? Per un amante del “vero” carnevale tutto questo significa non aver proprio capito il carnevale come concetto, anche nella sua valenza di “disobbedienza civile” e anche come una delle forme di “resistenza” più conosciute nella storia tedesca. Infatti negli anni del nationalsocialismo la NSDAP cerò di impossessarsi anche del carnevale, come facevano con quasi ogni simbolo e tradizione popolare. Così fecero quasi sparire della circolazione il Fasching umoristico e sovversivo.

La tradizione piùindipendente dalla fede e dalle tradizioni cattoliche di festeggare in esteso i giorni prima del periodo della Quaresima, si riprese dopo la prima guerra mondiale, quando anche la rivoluzione, che dal 1832 aveva sempre una „Heimat“ nel sud aveva bisogno di avere feste popolari.

A Berlino in questi giorni si festeggia in diversi locali, a seconda dell’origine culturale. Il più conosciuto è la Ständige Vertretung del famoso Friedel Krautzburg, che nel periodo di carnevale e non solo, serve come una sorta di ambasciata non ufficiale dello stile di vita del Rheinland. Per festeggiare il carnevale “nel modo giusto”, però, ognuno può scegliere di frequentare il posto giusto, come fanno anche tanti tifosi a Berlino, quando si incontrano nelle Kneipe legate al loro club sportivo. E in questo contesto ciascuno festeggia, come nel calcio, con grande serenità. Essendo cresciuto in una regione fortemente dedita alle celebrazioni del carnevale, infine, posso presentare la mia personale testimonianza e dirvi che con queste tradizioni non si scherza e anche il divertimento, oggetto di elaborata e attenta programmazione, può facilmente diventare un lavoro…

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