Erwin Olaf: non c’è niente di più bello della pelle

4 May 2016

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Erwin Olaf è un noto fotografo olandese. Ha lavorato con nomi di aziende come Levi’s, Microsoft, Nokia e il suo lavoro è stato spesso connotato da una componente altamente provocatoria. 

Artista dell’anno per Ruinart, Erwin Olaf troverà spazio anche alla Gallery Weekend di Berlino, all’Art Basel di Hong Kong, Miami e Basel, all’Art Brussels e al MiArt di Milano. Lo abbiamo incontrato in occasione del Vernissage di “Skin deep” a Berlino, che si è tenuto il 28 aprile alla WAGNER + PARTNER Galerie.

La mostra si potrà visitare fino al 18 giugno 2016.

Erwin Olaf Male Nude 03, 2015 C-Print 60 x 91 cm Ed. 10 © Erwin Olaf Courtesy WAGNER + PARTNER

Erwin Olaf
Male Nude 03, 2015 C-Print 60 x 91 cm Ed. 10
© Erwin Olaf Courtesy WAGNER + PARTNER

(di Lucia Conti e Angela Fiore)

Partiamo dalla tua recente presa di posizione circa l’episodio delle statue coperte per non turbare la sensibilità religiosa del presidente iraniano Rouhani, in visita a Roma.

Questa esibizione (“Skin Deep”) è interamente politica, forse la cosa piu politica che abbia mai fatto. Ha a che fare con il corpo umano e con la nudità, che è un tema classico nella cultura europea. Lo è stato per secoli, ai tempi dell’impero romano, con i greci, con artisti come Rubens, in Belgio, in Spagna e in Germania. Io mi sento molto europeo, mi sento sempre meno olandese e sempre più europeo e ne sono molto orgoglioso. Per questo ho voluto prendere posizione contro quelle istanze che tendono a reprimere la sessualità e a nascondere il corpo. Perchè nascondere il corpo? Perchè non celebrare la vita? Non c’è niente di più bello della pelle, nessun animale ha la pelle nuda come la nostra e in fotografia questo regala gli effetti migliori, in combinazione con il gioco delle luci e delle ombre.
Per quanto riguarda la sessualità… siamo onesti, quando siamo sessualmente felici abbiamo una vita magnifica. E anche chi non è strettamente interessato al sesso può comunque ricavare piacere dall’intimità e dal contatto con la pelle. Il sesso in senso ampio, con un uomo, una donna, in coppia, in tre, in gruppo, se tutti sono consenzienti e ne traggono piacere, è sempre una bella cosa. Questo è il senso di “Skin deep” ed è il mio modo di dire che ritengo ridicolo nascondere un pene o una vagina, perchè sappiamo che tutti abbiamo i genitali, anche se tecnicamente non sempre possiamo sapere chi abbia cosa. Anche voi, per esempio, potreste avere una un pene e l’altra la vagina! Tutte queste cose sono in continuo mutamento, il che è un’espressione di libertà, una libertà che dovremmo celebrare.

Erwin Olaf Reclining Nude 05, 2015 C-Print 60 x 91 cm Ed. 10 © Erwin Olaf Courtesy WAGNER + PARTNER

Erwin Olaf
Reclining Nude 05, 2015 C-Print 60 x 91 cm Ed. 10
© Erwin Olaf Courtesy WAGNER + PARTNER

Parliamo delle due sculture

Ho aggiunto due statue fotografiche, perché queste sono scansioni in 3d dei miei modelli, e ne ho mandata una in Sudtirolo, dove ci sono i migliori intagliatori di legno, e una a Carrara, dove si trovano i migliori marmisti del mondo. Queste due statue, spero, saranno l’inizio di una serie chiamata “Europe”.

Quando ho letto di Rouhani mi sono sentito furioso, perchè abbiamo avuto secoli di cultura europea di celebrazione del corpo e l’abbiamo nascosta per una visita di Stato. L’altra statua (la prima si chiama appunto “Rome, the State Visit”, ndr) si chiama “Köln, Eine Armlänge Abstand” ed è stata ispirata da una dichiarazione resa dal sindaco di Colonia sull’onda emotiva dei fatti di capodanno. In quella circostanza il sindaco di Colonia ha detto che le donne dovrebbero tenere gli uomini a distanza di un braccio e io credo che questa sia la cosa più stupida che si potesse dire. Ma non voglio discutere di questa cosa sui giornali, posso volerne dibattere in tv, ma soprattutto comunicare attraverso il mio lavoro. E questa mostra è il mio modo di esprimermi sull’argomento.

Erwin Olaf Rome - The State Visit, 2016 Marble, Wood life-size © Erwin Olaf Courtesy WAGNER + PARTNER

Erwin Olaf
Rome – The State Visit, 2016 Marble, Wood life-size
© Erwin Olaf Courtesy WAGNER + PARTNER

Ti ispiri agli artisti del passato, più che ai fotografi del presente. Quali sono state le tue influenze principali per quest’ultima mostra?

Per quanto riguarda il quadro dell’uomo sul materasso l’ispiratore è stato Lucian Freud, soprattutto per quanto riguarda la luce, il set e la decorazione. Soprattutto i temi decorativi hanno a che fare con Lucian Freud, perché ritengo che lui sia eccezionale nel rappresentare il corpo, in particolare quello “brutto”. Per quanto mi riguarda io cerco di rappresentare anche corpi “belli”.

In questa collezione rappresenti corpi di ogni tipo, età e genere. Cos’è la bellezza per te?

Per me la bellezza coincide con l’orgoglio. Non parlo di arroganza, ma della capacità di vivere il corpo con una fierezza che possa essere estesa anche ai traguardi ottenuti e alla vita vissuta. Per esempio, per me, la statua che ho chiamato “Köln, Eine Armlänge Abstand” è bella. Non rappresenta una fotomodella, non è simmetrica, la posa non è aggraziata, per degli aspetti esprime quasi insicurezza, ma sembra dire “questa sono io, questa è la mia vita”.

Erwin Olaf Tamed, 2015 C-Print 75 x 60 cm Ed. 10 © Erwin Olaf Courtesy WAGNER + PARTNER

Erwin Olaf
Tamed, 2015 C-Print 75 x 60 cm Ed. 10
© Erwin Olaf Courtesy WAGNER + PARTNER

Nelle serie precedenti, penso a “Chessmen”, per esempio, esprimevi molta più rabbia. Nei tuoi ultimi lavori continui a prendere posizione, ma con un mood più rilassato. Da cosa dipende?

Dal fatto che sto invecchiando! A un certo punto invecchi. Quando hai venticinque anni e sei un uomo sei aggressivo, o almeno diciamo che io lo ero. Volevo conquistare il mondo, ero ambizioso e ritenevo che la mia opinione fosse la più importante del mondo. Adesso ho cinquantasette anni e a quest’età ti rendi conto che nel mondo ci sono molte altre opinioni legittime e a quel punto ti metti in discussione e ti chiedi: “ma la mia è davvero la migliore?”.

Nei tuoi lavori, comunque, non manca mai una certa connotazione “politica”

Se si fa arte soltanto a scopo decorativo si possono fare un sacco di soldi e questa cosa succede sempre più spesso. Le gallerie non ne parlano, gli artisti non ne parlano, i critici non ne parlano, ma si produce molta arte “decorativa” proprio per questo. Per me fare arte vuol dire rispecchiare chi sono e che cosa penso in relazione a determinati temi. Magari anche il mio prossimo progetto sarà decorativo, ma in questo momento della mia vita e in questo momento storico per l’Europa ritengo di dover prendere una posizione.

Credi che ci sia il rischio concreto che la censura diventi sempre più presente?

Io credo che la parte del mondo in cui viviamo, l’Unione Europea, non sia mai stata tanto libera come adesso. Basti pensare ai matrimoni gay, che stanno trovando sempre maggiore tutela, anche negli Usa. Quello che è accaduto negli ultimi cinquant’anni è fantastico. Ma dobbiamo proteggere tutto questo e fare molta attenzione, perchè questa libertà potrebbe sparire in un attimo e non va mai data per scontata, in quanto minacciata da reazioni religiose molto estreme rispetto alle quali non dobbiamo mai smettere di vigilare.

Erwin Olaf Female Nude 16, 2015 C-Print 80 x 60 cm Ed. 10 © Erwin Olaf Courtesy WAGNER + PARTNER

Erwin Olaf
Female Nude 16, 2015 C-Print 80 x 60 cm Ed. 10
© Erwin Olaf Courtesy WAGNER + PARTNER

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