Le elezioni viste da Berlino: il cielo è grigio sopra l’Italia

27 February 2013

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alaaereo

di Maura Nardacci

La polemica degli studenti Erasmus, impossibilitati a votare dall’estero, è diventata l’urlo del web di una generazione tagliata fuori da quelle che alcuni hanno definito le consultazioni elettorali più importanti dal dopo guerra.

I rimborsi dei biglietti aerei per chi avesse deciso di tornare in patria a votare esercitando questo, per alcuni sacro, dovere civico, si sono rivelati una bufala (tanto che, ad esempio, la nostra compagnia di bandiera non ha applicato tali rimborsi sulla tratta Berlino-Roma che, in fondo, sono “solo” le due capitali). C’è chi, tuttavia, ha deciso magari di mangiare meno carne, non comprare un bel paio di stivali caldi e vedere in streaming i film pluripremiati agli Oscar piuttosto che andare al cinema e, col prezioso bottino risparmiato, tornare a casa per votare.

Le notti insonni trascorse ad aspettare i risultati non hanno, comunque, chiarito chi sia il vero vincitore di queste elezioni, ma alcune considerazioni oggettive all’indomani dello spoglio non possono non essere fatte.

Non si può, di certo, ignorare “le retour de la momie” (come titolava Libération) ossia il trionfante rientro di Berlusconi, dato per spacciato troppo presto, sulla scena politica italiana.

Non si può non prendere atto che il MoVimento 5 Stelle di Beppe Grillo è il primo partito del paese e che le istanze da questo avanzate non potranno essere più ignorate dalle Istituzioni poiché, ormai, le Istituzioni stesse sono state invase dai “grillini”.

Non si può, altresì, non sottolineare l’incapacità del PD di interpretare malumori e richieste degli elettori, incapacità che è costata ai Democratici una vittoria che, in molti, davano per scontata.

Proverò, allora, ad analizzare la situazione politica italiana cercando di capire non chi ha vinto, ma chi non ha vinto.

Non ha vinto la competenza, non ha vinto l’onestà, non ha vinto il rinnovamento.

Non ha vinto la competenza e ne ho avuto la prova mentre mi accingevo ad arrivare a Fiumicino per prendere l’aereo che mi avrebbe riportato a Belino, quando ho ascoltato una neo Senatrice della Repubblica Italiana, Rosetta Enza Blundo, eletta tra le fila dei grillini, alla trasmissione radiofonica “un giorno da pecora” dichiarare di voler combattere per dimezzare il numero dei Senatori e poi, incalzata dai conduttori, dimostrare di non sapere quanti siano i Senatori che oggi seggono a Palazzo Madama (rispondendo un confuso “400… anzi no… 500?”).

Non ha vinto l’onestà poiché i dati ufficiali del Viminale danno il partito fondato dall’imputato più famoso d’Italia (e, ahimè, anche uno degli italiani più famosi nel mondo) rispettivamente al 29,18% alla Camera e 30,71 al Senato.

Non ha vinto il rinnovamento. Questo affermazione, ovviamente, vale soltanto per i Partiti intesi nel senso classico del termine, non certo per il Non-Partito regolato da una Non-Statuto dell’ormai non più comico Grillo. La coalizione di centro sinistra, infatti, riproponendo la vecchia guardia, dopo aver fatto fuori il giovane sindaco fiorentino Renzi, è stata duramente punita dall’elettorato.

Insomma, parafrasando una frase molto di moda nel 2006 all’indomani della vittoria italiana dei mondiali di calcio, oggi “il cielo è grigio sopra Berlino”. Tuttavia a me pare sia una splendida giornata, una giornata sicuramente migliore di quella di una mia coetanea che oggi dovrà affrontare la realtà del mio confuso paese, l’Italia.

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