Berlino, condannati all’ergastolo per omicidio due pirati della strada: è la prima volta, in Germania

30 March 2017

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pirati della strada

di Axel Jürs

Non si conoscevano prima della “gara” illegale. Si sono visti per la prima volta a un semaforo, una sera di febbraio del 2016. È bastato uno scambio di sguardi per capire che non avrebbero rispettato altri semafori sul Kurfürstendamm, strada famosa per lo shopping e il divertimento nella parte ovest della metropoli tedesca.
Ai due incoscienti autisti (uno di 25 e l’altro di 28 anni) sono bastati solo alcuni secondi per arrivare a una velocità di più di 150 km/h in pieno centro, su una strada con incroci e semafori quasi ogni duecento metri.
Sono quindi passati col rosso violando ogni regola fino a quando, vicino alla Gedächtniskirche, è finita la loro “fortuna” e purtroppo quella della loro vittima: uno dei due uomini ha infatti speronato una Jeep con la sua macchina, mentre attraversava l’incorocio. La Jeep si è ribaltata più volte ed è stata scagliata a più di duecento metri. Alla guida c’era un anziano autista, morto a causa dell’impatto.

Il giudice Ralph Ehestädt del Landgericht Berlin (tribunale distrettuale di Berlino) è stato molto chiaro nel suo verdetto: “chi fa queste gare in strade normali e supera semafori rossi a una velocità di più di 150 km/h, sta di fatto utilizzando la sua macchina come arma“. Di conseguenza l’accusa e, dopo l’esame delle prove, anche la sentenza, hanno parlato di “Mord“ (omicidio volontario) e non, come quasi sempre avviene nei casi di morte a seguito di un incidente stradale, di “Fahrlässige Tötung“ (omicidio colposo).
Sin dall’inizio è apparso chiaro che il processo avrebbe fatto storia nella giurisprudenza tedesca.
Non solo gli esperti, ma anche i media hanno dibattuto ampiamente sulla questione. La domanda chiave è sempre la stessa: si può dire che una macchina nelle mani di una persona senza un minimo di responsibilità sia un arma o che una gara sconsiderata e a velocità estrema, passando semafori rossi e senza possibilità di frenare o evitare ostacoli, sia una sorta di tentato omicidio, anche se non si conosce la probabile vittima?
Il giudice ha sostanzialmente risposto di sì, perché anche ove si sparasse per strada con un’arma “classica”, uccidendo incidentalmente un passante, questa morte non verrebbe comunque considerata “casuale”.

Uno sviluppo processuale molto interessante si è avuto quando una perizia della difesa ha cercato di provare che il “Todesfahrer” (l’omicida) fosse un guidatore esperto e quindi incapace di considerare il suo comportamento come realmente pericoloso. La tesi non è stata tuttavia accettata. Al contrario, proprio l’abilità nella guida dell’accusato è stata considerata un fattore che avrebbe dovuto fargli capire i rischi non controllabili della gara.
Tutti e due gli imputati sono quindi stati condannati all’ergastolo per omicidio. E anche se i loro avvocati hanno già dichiarato che procederanno con l’appello, nel frattempo i due resteranno in prigione. Non si sa ancora come e cosa deciderà il Bundesgerichtshof (Corte federale), in merito alla presunta legalità di un’accusa e di un giudizio di questo tipo. Nel frattempo è interessante seguire i commenti dei politici, soprattutto in una nazione nella quale le agenzie di viaggi invitano gli amanti delle auto di tutto il mondo a trascorrere vacanze senza speedlimit sulla corsia esterna dell’autostrada e dove i partiti perdono le elezioni al momento in cui chiedono un speedlimit generale, simile a quello in vigore in tutti i Paesi vicini alla Germania.

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