Caro-affitti: nuove case popolari e prezzi quasi bloccati per le proprietà pubbliche

1 June 2016

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Foto Peter.Samow / flickr / CC BY-SA 2.0 http://v.ly/juD

Foto Peter.Samow / flickr / CC BY-SA 2.0

Bannerino_FrancoforteFrancoforte – Tra i compiti della nuova coalizione di governo nel Römer, il palazzo comunale di Francoforte, c’è anche quello di affrontare l’annoso problema del caro-affitti. Per fare ciò, secondo gli intenti del nuovo governo cittadino, ci sarà un nuovo impegno nell’edilizia sociale.

Verrà infatti dato mandato all’ABG, l’azienda municipalizzata che amministra circa 51 mila appartamenti, di riservare il 40 per cento delle nuove costruzioni a case popolari. Lo stesso dovrebbe valere per la Nassauischen Heimstätte, azienda titolare di circa 16 mila appartamenti.

Inoltre l’aumento degli affitti nei prossimi cinque anni, verrà regolato. Non dovrà crescere più dell’ 1 per cento annuo. Un provvedimento che arriva dopo lo scetticismo espresso dalla ABG, la quale prima delle elezioni si era fermamente espressa contro un blocco dei prezzi.

Sembra chiaro che la città dovrà considerare la possibilità di rendere edificabili anche terreni agricoli prima risparmiati dal cemento. Dove questo dovrebbe avvenire però ancora non è chiaro. Di pochi giorni fa è infatti la notizia che Pfingstbergs non diverrà edificabile.

La coalizione inoltre promette investimenti nella cultura, assicurando la ristrutturazione delle scuole che già da qualche anno si sono guadagnate le pagine dei giornali locali a causa delle pessime condizioni degli stabili.

Sulla carta sembra promettere bene, questi provvedimenti si aggiungono tuttavia a quelli già presi dalla coalizione precedente, formata da verdi e CDU. Non resta che vedere se l’arrivo della SPD, dopo le ultime elezioni, possa portare nuove energie per affrontare la questione o se il problema degli affitti troppo alti continuerà a rimanere irrisolto.

In città l’aumento dei prezzi è stato vertiginoso negli ultimi anni e i processi di gentrificazione di diversi quartieri come il Gallus e Ostend, hanno portato all’espulsione delle classi meno abbienti verso quartieri più periferici della città. L’aumento costante della popolazione, sostenuto da nascite e dall’arrivo di molti stranieri, non si sposa bene con gli investimenti nell’edilizia abitativa portati dalla crisi. Si tratta infatti di investimenti che puntano soprattutto alla costruzione di abitazioni di lusso e che quindi favoriscono ancora di più l’aumento dei prezzi.

[ale.gra]

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