Una canzone e un video techno ispirati a Kreuzberg, prodotti dall’italiano Max Durante

16 June 2015

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© The 29nov Films / screenshot

Max Durante è un dj e produttore di musica elettronica che ha fatto, insieme ad un altro manipolo di “guerrieri della notte”, la storia dei rave in Italia.

Il Suono di Roma è una denominazione, un marchio di fabbrica, che ha visto, tra l’inizio e la metà dei 90s nella capitale, l’avvento di una nuova schiera di dj e produttori di musica elettronica, ma anche di eventi e quindi di organizzatori, di figure artistiche e manageriali che sono riuscite a creare un fenomeno di dimensioni rare: i rave. Allestiti in fabbriche, capannoni, spazi molto grossi, i rave accoglievano ogni notte di quasi tutte le settimane, migliaia di giovani clubber italiani.

Tra i nomi di cui ancora oggi la gente parla, ricordiamo Lory D, i fratelli D’Arcangelo, Mauro Tannino, Freddy K, Luca Cucchetti e diversi altri, compreso Max Durante.

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Insomma, un anno fa Max si è trasferito a Berlino, ha lasciato la sua città, Roma, per trovare nuovamente l’ispirazione in una capitale completamente diversa da quella natia; Berlino. Qui, si è dato da fare, ha iniziato ad organizzare alcune serate, a suonare soprattutto, a creare grafiche per diverse crew techno e a produrre. A fine maggio, infatti, è uscito il suo nuovo Ep, s’intitola “Metastability” per l’etichetta Sonic Groove Records.

Arriviamo al sodo: Metastability è composto da tre tracce, lavorate e registrate a Berlino. Una di queste s’intitola Kreuzberg, una marcia techno incessante e ipnotica, quasi metallica. Industriale.

La traccia ha anche un videoclip molto particolare, creato da The 29nov Films, e che si presenta come un timelapse in bianconero desaturato e sporcato, diviso tra immagini di archivio e riprese telecamera alla mano. Il denominatore comune, chiaramente, è Kreuzberg. S’intravedono, nei passaggi che sono quasi dei flash, immagini del Görlitzer Park, di Kottbusser Tor e delle zone limitrofe. Un viaggio isterico e caleidoscopico che non risparmia di enfatizzare il suo delirio.

Abbiamo chiesto a Max di spiegarci il perché della scelta d’intitolare una delle tracce del suo ultimo lavoro come il famoso quartiere berlinese:

“Kreuzberg per me è lo snodo metropolitano berlinese. Ci passo almeno una volta al giorno. Rimango sempre colpito dai suoni emessi dai treni che passano di continuo sulla sopraelevata tra Kotti e Schlesisches Tor. Si generano suoni metallici con il passaggio del treno e il traffico intenso, i rumori che fuoriescono dai locali, la gente, etc… Kreuzberg è il grande Caos. La Berlino notturna a Kreuzberg: un punto nevralgico fondamentale  dove il muro per anni ha reso il quartiere un limbo di divisione. Ora è la sede del suono notturno, dove ogni notte, come in un ciclo ripetitivo, il caos scalfisce il silenzio irreale di questa città. Fondamentalmente ho cercato di creare una fotografia sonora, rappresentando con una canzone il ciclo ripetitivo tra caos, rumore, profumo di cibo etnico e martelli techno. Questi suoni, forse, possono rappresentare la Berlino moderna, quella che conserva ancora intatta la scena underground, ma che ogni giorno subisce continui mutamenti.”

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