BUTTERFLY: a Berlino un murale contro prostituzione infantile e turismo sessuale

31 July 2017

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BUTTERFLY

Photo by Patrick Albertini

CONCEPT opera murale BUTTERFLY
ARTISTA Michele Tombolini

di Gloria Viola

Il murale BUTTERFLY, realizzato nel 2015 dall’artista Michele Tombolini in Krossener straße 3, Berlino, è un’opera particolare, che riflette non solo la creatività, ma anche l’impegno civile dell’artista. Nato a Venezia nel 1963, Michele Tombolini ha partecipato alla Biennale di Venezia 2013. Si è quindi trasferito a Berlino, dove ha fondato la Social Pop, che si prefigge di intrecciare impegno sociale e pop art.

L’immagine pensata dall’artista per il murale BUTTERFLY ritrae una bambina-farfalla con grandi ali blu delle dimensioni di circa 13 m x 6 m da realizzare con stickers, 120 pannelli di ultima generazione avvitati a muro, un vero e proprio puzzle di realtà aumentata, una nuova modalità che rende fruibile l’opera a livello virtuale e tridimensionale attraverso smartphone e tablet e che arricchisce la percezione sensoriale mediante informazioni convogliate elettronicamente.

L’idea prende forma dal progetto artistico a sfondo benefico Indelible Marks che nasce effettivamente dalla denuncia di un problema sociale che l’artista Michele Tombolini ha sviluppato e interpretato in seguito alla collaborazione, dal 2014, con l’Associazione Ecpat (End Child Prostitution in Asian Tourism) onlus Italia, l’organizzazione no profit che da 25 anni si occupa della protezione dei minori dalla prostituzione, dal turismo sessuale e dalla pedopornografia in più di 70 paesi nel mondo.

La bambina rappresentata una sorta di Alice nel paese delle meraviglie contemporanea, ma è anche una creatura senza tempo e perciò simbolo, in uno sfondo fiabesco e multicolore, di tutto quello che cambia e si evolve. Nello stesso modo, la bambina di Tombolini è una sorta di crisalide che si trasforma in farfalla, ma al tempo stesso la sua bocca appare indefinita e chiusa da una croce nera, quasi a preservarne la privacy e a camuffarne la vera identità. Nello stesso modo lo sguardo non messo a fuoco e nascosto si autosospende, rinuncia a parlare e ad esternare, la sua libertà rischia di essere violata e le sue emozioni represse.

La censura è una tematica ricorrente nel corpus delle opere di Tombolini: l’incomunicabilità, l’impossibilità di infrangere il muro del silenzio perché non c’è ascolto, perché per la morale comune è meglio non dare spazio alla denuncia di tabù sociali, con la conseguenza che il disagio non trova sfogo né verbalmente né emotivamente. La bambina, come la farfalla, nella loro bellezza e fragilità, rischiano di non volare più nel momento in cui vengono attaccate da un pericolo esterno.

Rassicurante e ottimistico è tuttavia il messaggio rivolto al pubblico: la bambina spiccherà il volo, la sua autenticità sarà protetta, la vitalità, la spensieratezza, la delicatezza, l’innocenza e la sua libertà saranno salvaguardate, a patto di rimanere ad osservare incantati il gioco dell’infanzia a una giusta distanza: quella del rispetto e dello stupore.

 

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