Buoni libri per uomini liberi, parola della FAZ

13 December 2014

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libri liberi faz

L’articolo pubblicato sulla FAZ

di Alessandro Brogani

Giovedì scorso la Frankfurter Allgemeine Zeitung, il più prestigioso giornale tedesco, si è occupato con un ampio articolo dal titolo “Buoni libri per uomini liberi” (Gute Bücher für freie Menschen) della manifestazione “Più libri, più liberi”, fiera nazionale italiana della piccola e media editoria, tenutasi a Roma tra il 4 e l’8 dicembre scorsi.

L’articolo analizza dapprima la non certo rosea situazione del mercato librario italiano, con un calo di vendite di ben 65.000 libri rispetto allo scorso anno, poi parla ampiamente dell’editoria rivolta ai più giovani (e non solo) trattando del fenomeno letterario-fumettistico di Zerocalcare (al secolo Michele Rech), giovane vignettista-scrittore aretino, cresciuto prima in Francia e poi nella città “eterna”.

Subito dopo, però, la giornalista Sandra Kegel passa ad analizzare due autori italiani dei quali vi abbiamo parlato nelle scorse settimane: Gennaro Sangiuliano ed Angelo Bolaffi. Il tono di tale analisi è chiaramente polemico nei confronti del libro “Il Quarto Reich, come la Germania ha sottomesso l’Europa” e utilizza le tesi dell’autore di “Cuore tedesco” per contrapporle a quelle del primo.

Sangiuliano, appunto, sostiene assieme a Vittorio Feltri che la Germania avrebbe di fatto “conquistato” a livello economico il continente europeo, riuscendo là dove non aveva avuto successo politicamente attraverso due guerre mondiali. Duro l’attacco del quotidiano di Francoforte nei confronti di questa tesi, facendone un problema all’interno delle relazioni italo-tedesche.

⇒ l’articolo-intervista su “Il Quarto Reich” di Gennaro Sangiuliano
⇒ l’articolo-intervista su “Cuore Tedesco” di Angelo Bolaffi

«Noi abbiamo posto un tema, quello dell’egemonia economica tedesca che forse va valutata anche alla luce di quella profonda «cultura della potenza» che da Herder, a Fichte, a Nietzsche, si è snodata negli ultimi due secoli in Germania. Quarto Reich è una sintesi volutamente provocatoria che sta raccogliendo conferme. Il nuovo tracollo della Grecia, i recenti diktat della Germania che è tornata con la cancelliera Merkel a invocare il rigore, il surplus di esportazioni di Berlino che viola le regole che vuole imporre ad altri, gli avvertimenti scomposti di Jucker», ha dichiarato Sangiuliano.

Di altro avviso è il professor Bolaffi, che appunto viene citato quale “paladino” della tesi opposta, ovvero dell’impossibilità di un “quarto Reich” tedesco dovuto alle politiche di rigore della signora Merkel, e della forte preoccupazione per il “punto di congelamento” a cui sono giunte, anche a causa di Berlusconi (editore del libro di Feltri e Sangiuliano), le relazioni tra i due Paesi.

Al di là della polemica sollevata due sono le considerazioni che emergono dall’articolo della F.A.Z.: la prima è che i rapporti italo-tedeschi, a prescindere da come la si pensi, costituiscono sempre argomento di vivo interesse nel dibattito socio-culturale (segno questo evidente del legame di lunga durata fra le due nazioni); la seconda è l’analisi un po’ calcata, ma purtroppo impietosamente vera, del fatto che il nostro sia un Paese dove si scrive sempre meno (un libro su cinque che viene pubblicato in Italia è di un autore straniero, cioè ben il 20% del totale, mentre in America per esempio tale percentuale scende al 3%) e, soprattutto, si legge sempre meno (secondo i dati Istat neanche una persona su due ha letto per intero un libro lo scorso anno).

Tutto ciò dovrebbe farci riflettere se, come ha messo in evidenza l’autrice dell’articolo, l’Italia che ha personale altamente qualificato ed un ingegno che ci ha resi famosi in tutto il mondo con i suoi prodotti non ha più l’amore per la cultura e la capacità di trovare, attraverso di essa, una strada che ci possa condurre tutti verso una libertà di pensiero e materiale.

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