La böhmische Bethlehemskirche torna ad erigersi

20 June 2012

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Lui è Juan Garaizabal, artista concettuale 41enne madrileno, specializzato nella creazione e trasformazione degli spazi interattivi come mezzo di comunicazione artistica.
L’oggetto in questione è la böhmische Bethlehemskirche, la chiesa boema di Betlemme, che fu un edificio unico nel centro di Berlino e che rappresentava uno dei capitoli più belli delle relazioni tra la Germania e la Boemia. Fino al 1943, quando fu gravemente danneggiata dai bombardamenti, rappresentò il fulcro della vita della comunità ceca a Berlino. Vent’anni dopo, nel 1963, fu demolita ed il luogo venne incorporato nelle strutture di Checkpoint Charlie.

Nel 2008, dopo aver visto il mosaico della pianta della chiesa, visibile nel pavimento della Bethlehemskirchplatz a Berlino, Garaizabal ha iniziato a ricercare i segni della Chiesa boema perduta.
Ha raccolto numerosi documenti, trovati sia a Berlino che nella Repubblica Ceca. Oltre a una vasta serie di fotografie d’epoca e disegni originali, l’autore è rimasto affascinato dalla scoperta del cosiddetto “Lebensläufe“, brevi autobiografie che i primi coloni venuti a Berlino dalla Boemia scrissero prima di morire, affinché venissero lette ai loro funerali.

É nato così il progetto per la sua “Wandering Church“, la replica della chiesa bomea che ha iniziato a costruire nel mese di marzo, qui a Berlino. Presentato in una mostra presso il centro d’arte DOX di Praga, all’inizio del 2011, l’opera fa parte di Memorie Urbane, il progetto di Garaizabal che utilizza lo spazio vuoto delle città e ne ricorda il loro passato.

La “Wandering Church” è una costruzione di 60 tonnellate e 31 metri di acciaio, nelle stesse dimensioni della chiesa originale. Commemorerà la vecchia böhmische Bethlehemskirche fino alla fine di settembre e a partire dal 26 giugno verrà acceso un sofisticato sistema di illuminazione notturna, basato su un tubo led flessibile da 24V che offrirà una vista straordinaria, arricchita da musiche coordinate tramite computer.

Come tutte le precedenti Memorie Urbane, l’installazione permetterà ai visitatori di “vivere” l’assenza-presenza della chiesa, nel suo posto e dimensioni originali, e lo farà con efficienza ed il 100% di sostenibilità.

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