«No al denaro: noi viviamo con quello che voi scartate»

1 March 2013

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C’è chi vive senza soldi per necessità. E chi lo fa per scelta. E’ il caso di Raphael Fellmer e Nieves Palmer Muntaner, una giovane coppia di laureati che, due anni fa, si è stancata di vivere in una società “usa e getta”, in cui gli sprechi sono all’ordine del giorno. Per questa ragione, Raphael e Nieves hanno deciso di dare una svolta drastica alla loro vita. Dall’inizio del 2011, i due vivono praticamente senza denaro.

La loro casa è un seminterrato di una villa del Brandeburgo. Il proprietario, che appoggia e condivide la loro scelta, glielo presta in cambio di lavoretti di manutenzione. Sulla tavola c’è sempre cibo: Raphael lo recupera dagli scarti della grande distribuzione, dove trova sempre alimenti commestibili, ma anche cioccolato, sapone, prodotti per la casa e cosmetici.

“Quattro volte alla settimana vado con lo zaino a ispezionare i container della spazzatura, in particolare dei supermercati biologici”, ha spiegato Felmer, la cui esperienza di vita sta suscitando l’interesse di molti, a Berlino. I giornalisti lo intervistano, le scuole lo invitano per tenere lezioni sulla sostenibilità e sugli sprechi. Il 28enne ha anche avviato un sito internet – Forward the (r)evolution – in cui racconta la sua esperienza in prima persona.

Con la nascita della figlia della coppia, Alma Lucia, è stato necessario fare un piccolo strappo alla regola: la ventiseienne Nieves riceve un sussidio statale mensile di 150 euro, che utilizza per coprire le spese dell’assicurazione medica della bambina. Per il resto, i soldi in casa Fellmer non entrano.

La scelta di vita di Raphael e Nieves è controcorrente, senz’altro. Loro ne sono consapevoli, e anticipano le critiche: ““Non vogliamo sembrare persone che se ne approfittano”, ha spiegato recentemente Fellmer a Linkiesta.it. “Io non me ne sto con le mani in mano: aiuto nei lavori di giardinaggio, riparo computer, curo animali, faccio piccoli lavori da muratore, coltivo un orto”, ottenendo in cambio oggetti, vestiti, donazioni.

Senza conto in banca, senza bollette da pagare, senza portafoglio si vive meglio, assicurano i Fellmer, il cui scopo “ultimo” è quello di diffondere consapevolezza sugli sprechi inutili della società dei consumi. I critici li attaccano e li punzecchiano: e se tutti facessero come voi? Ma a loro, al momento, non importa. La filosofia del “no money, no problem”, infatti, li ha resi più felici.

(v.b.)

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