Berlino sta rimpatriando più rifugiati, ma molti se ne vanno spontaneamente

13 June 2016

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di Annika Kreusch

È ormai un dato numerico il fatto che Berlino stia rimpatriando più richiedenti asilo, più del doppio dell’anno scorso, nei primi tre mesi del 2016. “Berlino lavora consistentemente sull’incremento del numero dei rimpatri”, ha detto il senatore dell’interno Klaus Henkel (CDU), sottolineando il fatto che tutto proceda secondo quanto programmato. Da gennaio ad aprile Berlino ha rimpatriato 613 persone, tre quarti negli stati balcanici Serbia, Bosnia-Erzegovina e Kosovo, che sono normalmente qualificati come “Paesi terzi sicuri”.

Per quanto concerne i rifugiati che spontaneamente lasciano la Germania, le ragioni possono essere diverse, dalla frustrazione delle aspettative nutrite verso la Germania all’oggettiva preoccupazione per i parenti lasciati in patria. Nel primo trimestre di quest’anno circa 680 persone hanno fatto domanda per poter avere informazioni utili funzionali all’abbandono del Paese, due volte tanto rispetto ai primi tre mesi dell’anno scorso, mentre 287 sono partite volontariamente, prevalentemente verso Afghanistan, Iran e Irak. Tornare in Siria al momento è ovviamente escluso, a causa della guerra. La Sozialverwaltung, ramo dell’amministrazione che si occupa di temi sociali, a questo proposito ha giá incrementato il suo staff da 5 a 10 persone, proprio nell’ambito specifico della consulenza in materia di rimpatrio.

Monika Hebbinghaus, portavoce del Senatore di Berlino per i servizi sociali e salute Mario Czaja (CDU), ha detto che molti rifugiati sono semplicemente rimasti delusi nelle loro aspettative. Inoltre, sostiene sempre la Hebbinghaus, molti uomini che erano partiti senza le loro famiglie si sono resi conto di quanto sia difficile farsi raggiungere dalle loro mogli e dai loro figli e si sentono in colpa per averli lasciati. Da molte settimane arriva quotidianamente a Berlino una media di circa 25 richiedenti asilo, ma i rifugi in cui vengono normalmente sistemati sono, al momento, sensibilmente meno affollati. Negli hangar di Tempelhof, per esempio, vivono al momento 1400 persone, mentre in inverno erano più di 2500.

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