Berlino è femmina. Videointervista ad Ariel Salleh: ecofemminismo, privilegio maschile e capitalismo

22 June 2017

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femminismo

Photo by Anna_lena Weusmann / Valentina Risaliti

di Valentina Risaliti

L’idea è semplice e, a dirla tutta, piuttosto efficace: in definitiva – ci ha spiegato Ariel Salleh – le cause alla radice della crisi ecologica andrebbero ricercate nel profondo sessismo che caratterizza il sistema occidentale. Il nostro modo di pensare, così come il modo in cui classifichiamo il mondo, deriverebbero infatti dalla logica aristotelica, la quale, dividendo l’universo in dualismi del tipo uomo-natura, donna-uomo e così via, consentirebbe una giustificazione sistematica da parte della società del dominio di una categoria sull’altra.

Vista sotto questa luce, l’intera questione assume nuove sfumature, permettendo non solo di stabilire un parallelo tra la subordinazione e lo sfruttamento della donna e la subordinazione e lo sfruttamento della natura (entrambe considerate come mere “risorse” da un sistema capitalistico caratterizzato da un forte patriarcalismo), ma aiutando inoltre a evidenziare l’esistenza di un terreno comune tra ingiustizie sociali e ingiustizia ambientale.

In una videointervista l’attivista e professoressa australiana, tra le maggiori esperte mondiali di femminismo ecologico, ci ha spiegato la sua visione. Ospite la scorsa settimana presso la Fondazione Rosa Luxemburg di Berlino (qui l’articolo relativo all’evento), Ariel Salleh ci ha parlato di ecofemminismo, politiche green e neoliberalismo, evidenziando un terreno comune tra la causa ambientalista, quella femminista e i movimenti di mobilitazione indigena.

L’intervista è sottotitolata in italiano. Per l’attivazione dei sottotitoli, cliccare direttamente sul comando “Impostazioni” nella barra del video Youtube.

VALENTINA RISALITI è una reporter, videomaker e producer, con la passione per il documentario d’autore, i libri (tutti) e le teorie del complotto. Degna discendente di una famiglia di “amazzoni”, è da sempre legata ai temi del femminismo, della difesa dei diritti delle donne e al rispetto dell’ambiente. Idealista incallita, viene spesso tacciata da amici e parenti di essere insopportabilmente critica. Ha studiato filosofia e giornalismo e ama riconoscersi nelle parole delle grandi donne del passato. Oggi vive a Berlino, dove tra un libro di Patti Smith e uno di Simone de Beauvoir, si dedica a diversi progetti.  www.valentinarisaliti.com / Twitter: ValentinaRisal 

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