Berlino scavalca Londra: ora è “la città più divertente al mondo”

16 November 2014

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The Weekend Club, Berlin (photo from Facebook official page)

The Weekend Club, Berlin (photo from the club’s Facebook official page)

GetYourGuide, sito web che permette di prenotare 25.000 attività turistiche in tutto il mondo, e GoEuro, comparatore di prezzi di viaggi, hanno commissionato un sondaggio basato su un’analisi dei dati ricevuti da vari siti web di tutto il mondo, come TripAdvisor e Yelp, da parte di circa 2.000 viaggiatori, per stabilire quale sia, oggi, la città più divertente al mondo.

Sono state 1.800 le città entrate nella classifica generale, ordinate secondo le categorie “bar”, “club”, “shopping”, “intrattenimento per adulti” e “attività”, ma a guadagnarsi il primo posto, per lungo tempo mantenuto da Londra, è stata Berlino.

Pur non avendo raggiunto la prima posizione in nessuna delle maggiori categorie – Londra è la migliore al mondo per club e concerti, Tokio lo è per bar e negozi e New York per le attività – Berlino ha saputo ottenere posizioni alte in tutte le aree, riuscendo così a raggiungere il primo posto in classifica.

Una delle ragioni? Il basso prezzo della birra

A dare una grossa spinta alla vittoria della capitale tedesca è sicuramente stato il prezzo della birra, il più basso tra le prime 25 città classificate. Anche il public drinking, il permesso di bere alcolici nelle aree pubbliche (per strada, nei parchi…), è stato un fattore determinante.

Della città nella top 10, 8 sono Europee, con Parigi al terzo posto dietro Berlino e Londra. Nella top 25 hanno fatto ingresso città sorprendenti, come Dubai, Mosca, New Delhi e Macao. La colorata e sempre festosa Rio si è posizionata in 18esima posizione, mentre Bangkok solo alla 22esima. L’Italia non si posiziona poi tanto male, con la sola Roma sul gradino 7 (qui la classifica completa).

Paul Sullivan, giornalista del Telegraph esperto di Berlino, racconta come “la vita notturna berlinese ha fama mondiale grazie al suo dress code non pretenzioso, una cultura intrinsecamente low-hype (molti club sono nascosti e tanti non permettono fotografie al loro interno) e una propensione a restare aperti fino a quando l’ultima persona presente cade addormentata”. E il ritorno a casa in  taxi non ti alleggerisce il portafoglio.

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