Berlino, l’aeroporto “costerà 8 miliardi e aprirà nel 2017”

2 April 2014

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Ormai è appurato: siamo davanti al più grande fallimento progettuale e finanziario di Berlino, della Germania e forse dell’intera Europa. Come capita ormai ogni mese, il nuovo “bollettino medico” relativo alla costruzione del nuovo aeroporto di Berlino porta con sé nuove raffiche di vento sulle fiamme, ormai altissime.

BER, il nuovo gigantesco scalo aeroportuale della città, sarebbe dovuto costare 2 miliardi di euro e aprire nel 2012. Secondo le ultime novità, però, non costerà meno di 8 miliardi di euro e non aprirà prima del 2017. Lo riporta la BILD, citando fonti interne alla società che gestisce il progetto.

Continui errori di progettazione e di gestione, accumulatisi nel corso degli anni, hanno portato alla disastrosa situazione attuale. Era quasi un anno fa quando Hartmut Mehdorn, a quel tempo amministratore delegato della società aeroportuale, prometteva un’apertura parziale dello scalo entro la fine del 2013. L’ennesima promessa smentita dai fatti.

Fino a questo momento, l’apertura dello scalo che dovrebbe essere (a meno di ripensamenti) intitolato all’ex Cancelliere tedesco Willy Brandt, è pianificata ufficialmente per l’anno in corso, o al massimo per l’inizio del 2015. Il rapporto pubblicato ieri da BILD, tuttavia, fa sorgere nuovi dubbi sull’effettiva attendibilità di queste previsioni.

Secondo quanto rivelato meno di un mese fa dal comitato aeroportuale del Brandeburgo, che co-gestisce il progetto insieme alla città di Berlino e al governo federale, soltanto il 4% del sito dove l’aeroporto è in costruzione può essere considerato completamente ultimato. Nel restante 96% dell’edificio, invece, restano numerosi problemi da risolvere. E la domanda è sempre quella: Willy Brandt si merita questo aeroporto?

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