Un libro racconta la Berlino più bella: quella vibrante del 1990

5 June 2013

Share Button

Per un Muro che cadeva, c’era una città che fioriva. Anno 1990, Berlino. Nella Stadt riunificata da pochi mesi, nascono uno accanto all’altro spazi culturali, bar, locali, gallerie d’arte. Alcuni aprono e chiudono nel giro di una notte. La maggior parte è sprovvista di un contratto regolare, non ha la licenza e non rispetta neanche lontanamente le norme di sicurezza previste dalla legge.

Ma non importa a nessuno: la città è un fiume in piena, dopo i decenni di separazione forzata. Intere aree della zona Est rinascono dalle ceneri, diventando improvvisamente un punto di riferimento per la vita notturna e culturale locale. Era l’inizio di una nuova Berlino, una Berlino di grandi cambiamenti.

“I primi giorni” della nuova Berlino sono l’oggetto di un nuovo libro, firmato dal giornalista Gutmair Ulrich (TAZ), che nella capitale tedesca arrivò proprio nel 1989. “Die ersten Tage von Berlin. Der Sound der Wende” racchiude in poco meno di trecento pagine la vibrazione di quel periodo, tra ricordi, aneddoti e i racconti dei protagonisti di allora.

Al centro ci sono i volti e le voci – come quelle di Klaus Fahnert, il senzatetto che gestiva un chiosco di fronte al Tacheles – e i luoghi: Ulrich si concentra sulla zona racchiusa tra Leipziger Straße, Mauerstraße e Kronenstraße. Il “Triangolo delle Bermuda”, come lo definisce l’autore stesso.

Più che una storia di sviluppo culturale, “I primi giorni di Berlino” è una vera e propria lettera d’amore ad un passato ormai lontano. “Il mondo continua a girare e non possiamo fermarlo. Tutto scompare, prima o poi. Ma se condividiamo i nostri ricordi, allora possiamo rendere eterno un momento speciale. Come quello”, spiega Ulrich.

 

Share Button