Berlin Street Art Walk#25. Se i muri potessero parlare

30 August 2016

Share Button

©M. Pollanodi Z. Munizza/ Berlino Explorer

Non è un angolo nascosto della città, questa volta, a farci parlare di street art, ma un vistosissimo muro disegnato su uno degli edifici che affacciano direttamente su quella che era la Todesstreifen, la striscia della morte, ricostruita lungo il Memoriale del Muro, sulla Bernauer Strasse.
“Wenn Wände sprechen könnten”, se i muri potessero parlare, questo era il tema del concorso indetto dalla piattaforma creativa Talenthouse. Tra le quasi 400 proposte, arrivate da ben 60 paesi diversi, è stata scelta l’opera del comunicatore Marcus Haas, realizzata per mano della crew di streetartist Die Dixon.
Il pezzo di Haas esplora la storia della separazione tra Germania est e ovest e la presenza del Muro a Berlino in modo crudo, con un murale di fronte alla recinzione in ferro che segna l’ex confine nella ricostruzione del Memoriale. Completato pochi giorni dopo l’anniversario dell’erezione del Muro (13 Agosto ’61), l’opera raffigura un pezzo di carne tagliato in due da un coltello, sul quale si legge chiaramente: Berlino 1961-1989. Dando uno sguardo più da vicino si può notare il profilo dei quartieri della città incorporato nel disegno della carne.

Per 3 mesi sarà possibile esaminare l’opera, che personalmente trovo inappropriata, non fosse altro perchè posta accanto a fotografie d’archivio che raccontano molto sui difficili anni della divisione della città, in un luogo dove la memoria è qualcosa che si cerca di tutelare. Meglio sarebbe stato proporre come tela libera per il concorso una delle facciate vicino alla East Side Gallery, che in quanto a spettacolarizzazione del turismo ha superato i limiti già da tempo. Trovo però irrispettoso un lavoro di questo tipo in un memoriale come quello di Bernauer Strasse.
Il disegno può rispondere o meno ai gusti personali e l’operazione progettuale in sé può essere apprezzabile, vista l’apertura nella partecipazione al concorso. Quello che mi sento di criticare è la scelta della posizione del Muro e il relativo consenso da parte della città.
L’arte urbana in quanto decorazione fruibile da tutti è sempre e comunque da sostenere, senza dubbio, ma quando entrano in gioco società di comunicazione e piattaforme commerciali o addirittura il lavoro di un grafico, più che di un’artista, comincio a pormi inevitabilmente qualche domanda.
A realizzare il disegno sono stati Size Two e Mario Mankey per il gruppo Die Dixon, che è anche una società di comunicazione dedicata proprio all’arte urbana, la Xi-Design.
Il concept sintetizzato nel bando di concorso recita: “le collocazioni esclusive delle facciate, nonché l’adattamento creativo di motivi di street art, svolgono un ruolo importante nel processo di sviluppo del progetto. I disegni si fondono nello spazio urbano in modo da svelare una naturale scoperta dell’arte e del messaggio che si vuole trasmettere”. Che questo sia pubblicitario o commemorativo, insomma, come nel caso specifico del murales in Bernauer Strasse.

 

Foto: inviataci da una nostra lettrice,che ringraziamo ©M. Pollano

Ricerche a cura di: Zuleika Munizza, responsabile del progetto Berlino Explorer, che organizza esplorazioni urbane e visite guidate e propone tra i vari itinerari Street Art Tour.

Pagina Facebook. Per Info: z.munizza@berlino-explorer.com

Un messaggio per i lettori de “Il Mitte”:

Appassionati di streetart ed amanti della fotografia (anche amatoriale), perchè non proporre le vostre foto alla nostra redazione?

Ci sono molti spazi e angoli a Berlino che ospitano arte non convenzionale e a volte vere e proprie “perle urbane” che mutano continuamente e continuamente scrivono, a loro modo, la storia dell’arte contemporanea. Quella più anarchica e libera.

Mandateci quindi le vostre foto all’indirizzo articoli@ilmitte.com. Potranno comparire nei prossimi articoli della rubrica dedicata alla streetart!

Share Button