VICE: “Gli artisti a Berlino? Non sono più benvenuti”

25 July 2012

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© IlMitte.com

«Berlino era conosciuta per essere una sorta di paradiso per ogni genere d’artista. Ma quei giorni sono ormai finiti. Nel 2012, l’artista è il mestiere meno cool tu possa affermare di fare nella capitale tedesca». Comincia così l’arringa spietata di Al Burian, pittore e collaboratore di Vice, sulle pagine online della rivista scandalistica americana.

Burian racconta della sua esperienza presso il Bar 3, uno dei locali “culto” per creativi ed artisti a Mitte. Qui, racconta il disegnatore, anche solo presentarsi come artisti crea un’automatica diffidenza. «C’è un’ostilità mai vista prima», chiosa, ironico ma non troppo. «L’opinione pubblica è praticamente unanime: non solo gli artisti non si sopportano tra loro, ma pure il resto della popolazione li odia».

A sostegno del suo pessimismo (frustrazione?), Burian aggiunge alcune considerazioni di circostanza. Un paragone con New York, ad esempio, che in confronto a Berlino sembra operare una selezione più rigida per gli “autoproclamati” artisti. «A New York c’è un mercato dell’arte funzionante, quindi non puoi andare in giro affermando semplicemente di essere un artista senza prove a tuo favore. Se ti presenti così, vuol dire che ottieni introiti dal tuo lavoro».

Berlino, invece, offre meno garanzie. «La città tedesca, va detto, è una grande ambientazione. Anche solo farci un giro è divertente. Ma qui ognuno si sforza di fare il minimo indispensabile e già si appiccica addosso l’etichetta di creativo. Dire “sono un artista” ha veramente poco a che fare con il talento, la conoscenza o la produttività».

«Non sto cercando di dire che non ci siano buoni artisti a Berlino», conclude Burian. «Probabilmente, si stanno solo nascondendo, vergognandosi all’idea che la loro vocazione, un tempo nobile, gli sia stata sottratta da chiunque altro vada in giro con i baffi e vistosi vestiti fluo addosso». Ha ragione?

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