Aprile, una cartolina da Maybachufer

4 April 2016

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Come sull’albero – curvato dal gelo fino a qualche mese fa – si va risvegliando il fiore che già spiega i suoi petali alle prime luci del sole, così il sorriso sul volto di lui. Di lei. Di tutti.
Embè, che ti ridi?, viene quasi da pensare.
Dove è finito il cupo rimuginare, l’ostentata freddezza? Dove la pedante severità dello sguardo, il mormorio della mente, la diffidenza che serpeggia tra la linea delle labbra?
Ma no… oggi persino il burocrate sorride e pare ritrovare la simpatia nei confronti delle cose e delle persone.
Laggiù, mano nella mano, cammina una coppia di anziani.
Entrambi sono sprofondati in un muto stupore, quasi si fossero anche loro scordati, pure dopo tutte queste lune trascorse, che la primavera, comunque, ritorna. E che la natura, tale e quale a una donna, è capace di una rapida fioritura di forze e di bellezza.
L’orizzonte si apre libero e chiaro, vi si distingue dentro ogni piccola cosa e nessuno vuole rincasare prima che l’ultimo raggio sia scomparso.
I ragazzi si attardano sulle panchine a fumare uno spinello. La coppia di anziani si siede lungo il fiume, prima che l’ansa del Landwehrkanal compia il suo giro.
Leggera e piana come il volo dell’uccello passa una biciletta, poi due, tre…
Ma ecco che si alza un refolo freddo. Viene a disturbare, a levare un po’ di succo alle cose, sussurrando dispettoso: “Non ti fidare”.
Non ancora.

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*Questo post è stato pubblicato originariamente su Povera Ma Sexy – Postkarten aus Berlin, un progetto di Nora Cavaccini. Segui il progetto su Facebook.

Povera Ma Sexy – Postkarten aus Berlin è un “viaggio” fisico e letterario a Berlino. Un percorso che nasce dall’esperienza personale di chi scrive ma che, al tempo stesso, può rappresentare una via alternativa per scoprire la città. Per tutti coloro che, in un modo o nell’altro, ne subiscono il fascino. Berlinesi e non.

Ogni post è costituito da un breve un racconto. A ogni racconto è associata una mappa. Qui, cliccando sugli indicatori, comparirà una descrizione. Si tratta di informazioni “turistiche” che non mirano ad essere esaustive ma a collocare meglio il racconto nei luoghi che lo hanno ispirato.

 

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