Amici e nemici: I rapporti con i tedeschi

2 June 2015

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di Dario-Jacopo Laganà

Dopo l’incontro avvenuto a fine aprile all’Oblomov, di cui vi ringraziamo per la partecipazione, e la preparazione della mostra itinerante che è stata inaugurata al Gedenkstätte Marienborn (confine Tedesco-Tedesco) il 27 Maggio, torniamo a raccontarvi questa Breve Storia (qui le prima due parti La Liberazione, 40 anni di attesa).

E’ veramente complicato districarsi nel rapporto tra i sovietici e i tedeschi alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Per la stesura del nostro libro abbiamo infatti chiesto direttamente alla storica Prof. Silke Satjukow quale poteva essere l’aggettivo più preciso per questa amicizia e lei l’ha definita “zwangsverordnet” (forzata e prescritta).

Innanzitutto è necessario distinguere tra l’ufficialità dei rapporti diplomatici e politici e la realtà dei fatti, gli infiniti casi particolari, in un processo durato 40 anni.

Di fatto l’URSS aveva molti benefici risultante dalla vittoria della guerra, il che produceva un consapevole e inconsapevole arroganza derivante dal diritto di guerra e dall’essere i conquistatori e quindi Besatzer (occupanti) del territorio tedesco.

Del resto i rapporti tra i due popoli mutarono nel tempo in modo rapido e anche radicale: basti pensare al fatto che i tedeschi considerassero i sovietici durante la guerra come nemici e i sovietici identificassero a loro volta i tedeschi come gli aggressori nazisti che avevano provato a occupare la madrepatria ed erano stati ricacciare indietro fino alla conquista di Berlino.

Altro motivo portante di una relazione complicata era la diffidenza. La diffidenza verso chiunque, sia da parte tedesca che sovietica. Il KGB e poi anche la Stasi, erano due organi preposti a spiare, pedinare, smascherare, cioè controllare qualsiasi tipo di attività sospetta. Se fosse stato possibile economicamente, tutti sarebbero potuti diventare spie e spiati, ognuno poteva essere delatore dell’altro. Di fatto, vista la storia passata, i sovietici non si fidavano dei tedeschi, gli avevano concesso di avere il loro stato indipendente, si chiamavano fratelli, sulla carta consideravano pari e autonome le loro istituzioni, mentre nella pratica il diritto di guerra degli occupanti risultava determinante in materia decisionale.

Quindi alla fine guerra non si può parlare certamente di amicizia; sicuramente non un’amicizia istintiva e naturale. Nel tempo la politica ha costruito dei rapporti tra i due paesi, nati dall’ineluttabile necessità di condividere una parte del territorio.

La successiva situazione economica della DDR ha costretto nel tempo i due paesi ad una collaborazione fatta prima di incontri locali e successivi tentativi di regolamentazione che però valevano prevalentemente solo sulla carta e spesso distruggevano la natura delle relazioni personali che si erano create in maniera naturale.

Accadeva che i soldati fossero arruolati a svolgere mansioni civili, retribuiti con prodotti locali (maiali, ad esempio); essi al contempo, concedevano illegalmente ai contadini tedeschi parte del carburante diesel dei loro mezzi, truccandone i serbatoi, scambio questo essenziale per gli agricoltori, quando la Germania dell’Est ne rimaneva sprovvista.

Le aziende tedesche accettavano ben volentieri la manodopera femminile sovietica nelle proprie fabbriche, sia perché le russe erano ben istruite per il lavoro richiesto, ma soprattutto per la possibilità di pagarle in nero.

Negli anni si era venuta a creare nel paese un’economia alternativa, fatta di piccoli scambi, lavori irregolari e mercato nero che era fonte di debolezza per lo sviluppo della Germania Est e ne garantiva al contempo la sopravvivenza; questo sistema, noto ad entrambe le parti, faceva maturare continui tentativi diplomatici e politici di risoluzione dei problemi che ne derivavano (i sovietici si trovarono nella condizione di trovarsi privi di carburante per i propri mezzi militari), finendo più spesso per avallare queste stesse pratiche per la sopravvivvenza stessa del socialismo.

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© We Will Forget Soon

Così le istituzioni organizzavano e promuovevano in modi differenti una sorta di amicizia, di relazioni di fratellanza, sia tramite la Gesellschaft für Deutsch Russische Freundschaft, (l’Associzione per l’Amicizia Russo Tedesca), sia attraverso lo sport e l’organizzazione di eventi sportivi, sia con le grandi parate dell’Oktobersturm – manovre militari tra i vari eserciti del blocco dell’Est, che si tennero nel’65 sulla collina alle spalle di Weimar, non molto distante dal Campo di Concentramento di Buchenwald.

Per rinsaldare queste relazioni vennero poi, oltre all’introduzione della lingua russa nelle scuole dell’Est, creati dei programmi radiofonici per gli amici sovietici, dei giornali in cui si voleva raccontare la vita dei sovietici nella DDR, ma che poi finivano quasi sempre per essere giornali che raccontavano solo la vita militare delle caserme. Disseminati in tutto il territorio si trovano ancora adesso monumenti che inneggiano all’amicizia tra i due popoli, testimonianze che in un’epoca di radicali mutamenti nella politica e nelle relazioni tra i paesi, appaiono alieni alle stesse popolazioni locali, che dibattono sulla possibilità di abbatterli o conservarli (spogliati del loro originario significato).

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© We Will Forget Soon

Anche sul piano dei matrimoni misti russo-tedeschi, se da una parte negli anni era stata prevista una regolamentazione atta a sostenerli, dall’altra le cose erano molto difficili. Per i militari era necessario avere un nulla osta, che spesso veniva negato o ostacolato perchè i militari di carriera dopo 4 anni dovevano poi spostarsi in un’altra base del Patto di Varsavia e questo rendeva poi complicato il loro trasferimento (senza contare l’irrosolto problema della diffidenza sovietico-tedesca).

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© We Will Forget Soon

Di fatto, nonostante i tentativi dall’alto di regolarizzare questa coabitazione, non si può parlare in linea generale di un’amicizia, così come poi le storie personali, quelle piccole, quotidiane, mostrano anche il suo opposto. Nonostante le regole sui matrimoni misti e burocratica, sono esistite ed esistono famiglie miste russo-tedesche, così come esistono storie, in questa convivenza forzata a camere stagne, di amicizie nate nonostante tutto.

Questo articolo fa parte della Breve Storia in 6 parti dell’Armata Rossa in Germania dell’Est, realizzata in esclusiva in italiano per il Mitte. Le foto fanno parte del progetto We Will Forget Soon www.wewillforgetsoon.com, risultato di due anni di ricerca sul campo dei fotografi Dario-Jacopo Laganà e Stefano Corso. Il Mitte è media partner di questa fantastica opera che, per continuare a farsi conoscere, ha bisogno anche di voi.

E’ possibile acquistare in anteprima il libro del progetto, cliccando qui

Si ringrazia Tiziana Gagliardini per la preziosa collaborazione.

 

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