Alla ricerca dei piccoli segreti di Berlino: un tour che è quasi una caccia al tesoro

14 August 2016

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di Sara Bolognini

Berlino, la metropoli, 45 km da est a ovest e 38 da nord a sud, palazzi, turisti, bus, cantieri. È facile perdersi nella sua grandezza, non solo fisicamente, ma anche mentalmente. Gli occhi sono bombardati da così tante impressioni, oggetti e persone che raramente si fermano ad osservare con tranquillità, a scandagliare ciò che li circonda e a esaminare i dettagli. La cosa affascinante è proprio che molti piccoli segreti legati alla storia di Berlino hanno sfruttato la grandezza e dispersività della metropoli per trovare il proprio nascondiglio. Quasi come fosse una sfida, ci invitano a scoprire e conoscere meglio la città.
In questo articolo vi propongo la lista dei segreti che trovo più intriganti. Vi invito a partire alla ricerca e ad iniziare una sorta di appassionante caccia al tesoro. Buon divertimento!

La casa delle mille storie
Passeggiando per Kreuzberg si incontra un edificio curioso al numero 18 di Oranienstraße. Sulla facciata ocra sono dipinte strane lettere: -miş, -mişiz, -miştiniz, -müşmüşüz, -müşüm, -müsmüş. Se qualcuno di voi conosce il turco le potrà riconoscere come suffissi che, in quella lingua, vengono aggiunti alle parole per segnalare che si sta raccontando qualcosa di cui si è venuto a sapere da terzi, di cui non si ha, insomma, esperienza diretta. Questo implica prendere una certa distanza da quello che si dice, trasmettendo una certa insicurezza e lasciando quindi aperta l’interpretazione. I suffissi sono preceduti da un trattino, così che ognuno possa aggiungere un verbo a piacere e inventarsi la propria storia. Apertura all’interpretazione, comunicazione e confronto: sono questi i messaggi che l’artista Ayşe Erkmen ha voluto trasmettere con il proprio progetto artistico.

La santa torre della televisione
Vi sarà già capitato di vedere la cupola della torre della televisione ad Alexanderplatz luccicare in modo strano, nei giorni in cui quel raro esemplare chiamato sole decide di fare la sua comparsa nel cielo di Berlino. Sì, il riflesso ha proprio la forma di una croce e negli anni della DDR la cosa ovviamente non ha fatto piacere al governo anticlericale di allora. La torre doveva infatti essere un simbolo, uno strumento di propaganda del regime, che voleva urlare al mondo la sua potenza. Honecker e Ulbrich non volevano di certo che un simbolo religioso fosse legato alla loro immagine. Non si tratta però di una cospirazione o di uno scherzo degli architetti, bensì di un inevitabile fenomeno della fisica: le piramidi di cui è composta la cupola sono fatte di un materiale che riflette la luce del sole solo in certi punti, creando casualmente la forma di una croce.

Il cimitero dei morti dimenticati
Il suicidio è sempre stato un atto stigmatizzato, fino al 1845 addirittura considerato un reato. Nel lontano passato di Berlino i cittadini e la chiesa non volevano che i suicidi fossero seppelliti all’interno della città, per questo crearono un apposito cimitero, ai margini della civiltà, dove quei morti potessero essere dimenticati. Quel cimitero si trova a Grunewald, nel cuore della foresta. Il camposanto è sperduto e silenzioso, e la natura sta cercando di riprendersi il proprio posto, ricoprendo le lapidi di foglie ed erba. Alcune tombe non hanno nomi, sono le pietre che accolgono i corpi delle persone trovate senza vita nel fiume e non riconosciute da nessuno. Un nome in particolare, però, attira l’attenzione: Christa Päffgen, meglio conosciuta come Nico. La cantante dei Velvet Underground è seppellita in quel cimitero e la sua tomba è decorata con omaggi di ogni tipo portati dai sui fan: degli auricolari, molte lettere, una bottiglia di vino. Una visita al camposanto vale decisamente la pena. Perdetevi nella verde tranquillità di Grunewald e danzate di fronte alla tomba di Nico, porgendole un’ultima preghiera.

I piccoli conigli di Chausseestraße
Può sembrare una strana richiesta, ma provate a recarvi all’angolo tra Liesenstraße e Chausseestraße e a cercare dei conigli incastonati nell’asfalto. Se ne possono incontrare una cinquantina, nonostante siano ben camuffati, e portano con sé un significato profondo. Quella striscia di asfalto era la linea di confine tra Wedding e Mitte in una Berlino divisa dal Muro, la dogana dove i cittadini che volevano viaggiare nella parte est venivano controllati. L’idea di creare queste targhette a forma di conigli è venuta all’artista Karla Sachse, nel 1999, per ricordare che quella che era la striscia della morte per gli esseri umani, era in realtà un paradiso per gli animaletti. L’area era verde e piena di erba e le guardie di confine non sparavano sui conigli, anche se erano pronti a sparare sulle persone. Questo affascinante progetto fa riflettere sulla storia della città.

Una beffa per Napoleone
Tutti conoscono la quadriga che torreggia sulla Porta di Brandeburgo, ma non tutti conoscono la sua storia. La statua fu installata nel 1793 da Johann Gottfried Schadow, come augurio di pace sulla città, dopo sette anni di guerra. Solo con il tempo si è trasformata in un simbolo di vittoria. Nel 1806 un personaggio che amava particolarmente appropriarsi di oggetti non suoi rubò la statua e la portò in Francia. Forse il suo nome vi dirà qualcosa: Napoleone. La quadriga tornò a Berlino solo dopo otto anni, con la sconfitta del condottiero francese. È a questo punto che alla statua vennero aggiunti il bastone con la croce e l’aquila, che la trasformarono in un simbolo di vittoria. La piazza venne allora denominata Pariser Platz. Per Napoleone, oltre al danno ci fu anche la beffa.

Se volete saperne di più sui segreti nascosti di Berlino potete trovare più informazioni nel libro Berliner Geheimnisse di Eva-Maria Bast e Jochim Stoltenberg.

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