Alexanderplatz nel mirino: è troppo pericolosa?

17 October 2012

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Wikimedia Commons

La città di Berlino non riesce a darsi pace dopo la morte di Johnny, il ragazzo di 20 anni attaccato con calci e pugni ad Alexanderplatz nella notte di domenica. L’aggressione, perpetrata senza motivo apparente e con ferocia brutale da un gruppo di sette ragazzi (probabilmente di origine araba), è stata ricostruita fino ai dettagli dalla squadra investigativa della polizia.

In queste ore le forze dell’ordine stanno analizzando le immagini delle telecamere di sicurezza ed interrogando alcune delle 700 persone che stavano partecipando ad una festa tenuta da un cantante turco presso il bar Cancun, a pochi metri dal luogo dell’attacco. Qualsiasi testimonianza, anche parziale, dell’avvenimento, potrebbe rivelarsi estremamente preziosa nella caccia agli assassini.

Intanto Lothar-Günther K., il padre del ragazzo ucciso, cerca invano una ragione all’accaduto: «Hanno spento la vita di mio figlio come se stessero spegnendo una sigaretta», ha detto a BZ. «Era un bravo ragazzo, non capisco come possa essere successo proprio a lui». Tanti i messaggi di cordoglio da parte delle autorità cittadine, così come numerosi sono stati i fiori e le candele lasciate da amici e conoscenti sul luogo del delitto (in Rathausstr.).

La comunità cittadina, intanto, si interroga sulla sequenza di tragici attacchi che, nelle ultime settimane, hanno avuto Alexanderplatz come scenario. Per molti, l’ex piazza di Berlino Est è uno dei luoghi più pericolosi della città, sia durante il giorno – furti e scippi non sono certo rarità, da queste parti – sia durante la notte – dove le molte “zone buie” favoriscono l’insorgere di episodi di criminalità. Una posizione condivisa anche dai residenti, che da anni lamentano l’incuria e la scarsa sicurezza imperanti nell’area.

Non è d’accordo Ingrid Hermannsdorfer, intervistata dalla Berliner Zeitung: «Il posto in sé non aveva nulla a che fare con l’incidente», spiega l’architetto, che per due anni ha lavorato con la polizia di Berlino in materia di prevenzione della criminalità urbana. «Si è trattato di un eccesso spontaneo di violenza, la piazza non c’entra nulla, sarebbe potuto accadere ovunque. Alexanderplatz non è peggiore rispetto ad altri posti».

Eppure il Senatore degli Interni Frank Henkel, della CDU, si è mosso in prima persona per cercare una soluzione al problema. Dopo aver fatto visita ai familiari del ragazzo, si è recato ai comandi di polizia locale deputati al controllo di Alex’Platz. Un presidio permanente della polizia sarà installato nella piazza, e le ronde di controllo verranno intensificate.

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