CODICI BERLINESI – Al ristorante…

6 June 2012

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A Berlino i ristoranti aprono continuamente ed è soprattutto la cucina internazionale ad aver ormai invaso la città, lasciando ai piatti tipici tedeschi lo spazio di qualche chioso per le strade.
Quella italiana, poi, è tra le più famose e molti, sempre più ristoratori, consapevoli dell’attrattiva che la nostra arte culinaria ha su un pubblico vastissimo, si apprestano ad aprire ristoranti dal nome nostrano e la scritta “Italienische Spezialitäten”.

Ho quindi pensato di darvi qualche consiglio, soprattutto perché la cara e vecchia carta del menù si è trasformata, a seguito di norme europee, da semplice foglio di offerte del ristoratore a vero e proprio “manuale d’informazione per il cliente”. Con multe per l’esercente che non le rispetta!

Ecco allora, in breve, le regole più importanti da osservare:

1. Innanzitutto bisogna tenere conto della funzione delle carte menù: siccome contengono in prima linea i prezzi dei piatti, il ristoratore è obbligato, secondo la legge federale sulle imposte (Abgabenordnung), a conservarli per sei anni.

2. É inoltre obbligatorio indicare i prezzi di tutti i piatti e di ogni tipo di bevanda offerta, inclusa l’IVA (Mehrwertsteuer). La stessa cosa vale, ovviamente, anche per la carta del giorno (Tageskarte). La mancata osservanza dell’obbligo di esporre o consegnare al cliente il listino dei prezzi, può comportare per l’esercente il pagamento di una multa. Se nel ristorante non vi è l’esposizione dei prezzi, né come listino sui tavoli, né come cartello esposto al pubblico, il cliente potrebbe contestare il conto, arrivando anche a rifiutarsi di pagare.

3. I ristoranti, oltretutto, devono fare in modo che il cliente possa leggere il contenuto della carta menù già prima di entrare nel locale. Inoltre è importante che vi siano carte sufficienti per tutti i clienti e che i contenuti si possano leggere senza difficoltà.

4. Siccome i menù contengono le offerte del ristorante, il ristoratore è tenuto a cancellare dalla carta ogni piatto o bevanda che non può più servire al cliente.

5. Se il cliente, prima di pagare il conto, chiede al ristoratore di riavere la carta menù, costui è tenuto a metterla nuovamente a disposizione, in modo da potergli permettere di comparare i prezzi della carta con quelli sulla fattura da saldare.

Di fondamentale importanza è anche l’indicazione di allergeni e additivi. La direttiva comunitaria sugli allergeni, ad esempio, prevede il rispetto di precise regole in materia di utilizzo e di comunicazione al consumatore degli ingredienti utilizzati. Ancor più severa è la legislazione per quanto riguarda gli additivi, che ogni ristoratore deve conoscere ed indicare sulla carta menù (ad esempio: conservanti, coloranti, caffeina, dolcificanti, chinino, fosfato, antiossidanti ecc.).
Infine, il ristoratore è tenuto ad indicare sulla carta del menù se il piatto contiene sostanze o alimenti geneticamente modificati oppure derivanti da alimenti geneticamente modificati.

Achtung! Attenzione anche alle marche: se la carta delle bevande contiene l’indicazione “Coca Cola”, il ristoratore non può servire un prodotto alternativo, ma è tenuto a vendere al cliente quello originale. La stessa cosa vale per prodotti tipici di una regione o per quelli Doc. Il prosciutto di Parma deve essere di Parma.

Fate girare la voce!

SITO WEB: www.codici.org

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