Al BABYLON “Varichina”, storia di Lorenzo De Santis, il barese che anticipò il gay pride

13 May 2017

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Varichina

di Gabriella Di Cagno

Varichina – La vera storia della falsa vita di Lorenzo De Santis“, è un docu-film di denuncia sociale diretto da Antonio Palumbo e Mariangela Barbanente (2016).
Al centro della trama è la vicenda umana di un personaggio-macchietta, Lorenzo De Santis (1938-2003), a tutti noto col soprannome di Varichina (per via della sua attività di venditore di candeggina), che nella difficile realtà barese degli anni settanta e ottanta visse apertamente la sua omosessualità, ostentandola anche in maniera volgare e appariscente. “L’uomo che ha celebrato ogni giorno il gay pride da solo”, lo definisce nel documentario il giornalista Alberto Selvaggi, autore di un articolo che ha dato ai due registi lo spunto per il film (Un busto per il mito diverso – Viva Lorenzo «Varichina»!, Gazzetta del Mezzogiorno, 2/6/2013).


La docu-fiction ci porta a Bari negli anni settanta, nel quartiere Libertà (quartiere popolare dove l’immigrazione convive oggi con una folta presenza di studenti e intellettuali, paragonabile al quartiere berlinese di Neukölln).
Varichina era di origini proletarie, era stato sconosciuto (ripudiato) dalla famiglia, come ricordano gli amici gay dell’epoca, sin dai primi cenni di “malattia”. Lo soprannominarono Varichina perché da ragazzo, dopo essere stato garzone come tanti, vendeva candeggina in bici e la utilizzava per fare le pulizie nei bagni pubblici.
Era un personaggio pittoresco, un’icona trash, diremmo oggi, abbigliato in modo stravagante, con una vistosa camicia a fiori annodata sulla pancia, con lunghi boccoli tinti di biondo-rame, sempre profumato, sculettava, ostentava in tutti i modi la sua omosessualità. Per questo veniva insultato (ricchiooooneeee) da quelli che incontrava per strada, e spesso picchiato, e alle offese rispondeva con altrettanti improperi, dei quali il più celebre resta: “l’femmn hann’ a murì e tutt’ ddò avìt’ a frnèsc” (le femmine devono morire e tutti qua dovete finire, dandosi una pacca sul sedere). Il fatto che si prostituisse era a tutti noto.


Abitava in una stamberga di pochi metri quadrati, dotata di una apertura di un metro e mezzo, che fungeva anche da ingresso attraverso una scala di legno, senza servizi igienici: per bagno “nu prìs” (un pitale), che lui vuotava nel “gettatoio”.
Nel settembre del 1990 l’immobile che includeva il contiguo accessorio dove lui viveva venne venduto con l’inquilino dentro, all’insaputa dell’acquirente. Ma il nuovo proprietario, con generosità e apertura mentale, lo sfrattò di là per ospitarlo con contratto di comodato d’uso gratuito, in un suo bilocale nel quartiere. Quel piccolo spazio è ancora così, convertito in deposito-archivio.
Lorenzo De Santis è morto nel 2003 a 65 anni, tra ospedali e case di ricovero, con le gambe amputate per il diabete, ma il suo ricordo resta ancora impresso nei concittadini che lo conobbero, proprio per il suo coraggio di esibire liberamente la sua condizione.

Il personaggio è interpretato dall’attore Totò Onnis, accompagnato nel film da diverse testimonianze di persone che hanno conosciuto il vero Lorenzo, alcune originali, altre ricostruite da attori.
Non c’è solo il ritratto di un personaggio, di un individuo, nel film. C’è l’affresco di un’intera città. Provinciale, gretta, ipocrita, ma capace di grande umanità, come traspare da alcune persone intervistate che gli furono accanto e che sostituirono la famiglia che gli era mancata.
I registi Antonio Palumbo e Mariangela Barbanente stanno portando Varichina in giro per il mondo, a cominciare dal Biografilm Festival di Bologna, e in diverse rassegne il film ha ricevuto significativi riconoscimenti; è stato per esempio insignito della Menzione Speciale al Florence Queer Festival di Firenze nel 2016. Ha inoltre ricevuto la nomination per i Nastri D’Argento 2017 nella categoria Docufilm (non vincitore).


Insieme ad altri “nuovi” registi pugliesi, Palumbo e Barbanente sono radicati nel proprio territorio di origine pur vivendo a Roma, e hanno già nel curriculum apprezzate opere: Mariangela Barbanente ha girato il film In viaggio con Cecilia (2013), con la documentarista Cecilia Mangini, che analizza la trasformazione del territorio post-industriale di Taranto, devastato dallo stabilimento Ilva. Palumbo, specializzato in corti, è un poliedrico e fecondo autore, attore e regista.

Il docu-film Varichina, prodotto dall’Apulia Film Commission nell’ambito del Progetto Memoria 2014, arriva, in première berlinese, direttamente dalla Puglia e accompagnato dai due registi, che lo presentano al Babylon Mitte nell’ambito della collaudata rassegna CinemAperitivo.

Il film verrà proiettato in italiano, con sottotitoli in inglese, mentre il dibattito avrà luogo in italiano e in tedesco e sarà moderato da Mara Martinoli, appassionata ed esperta di cinema.
Questo l’evento ufficiale.
La serata sarà accompagnata da un aperitivo a base di prodotti pugliesi, importati per l’occasione dalla associazione Apulier in Berlin, che organizza questo evento, nel più ampio contesto delle attività di promozione della cultura regionale a Berlino.

Dettagli e informazioni:

Dove:
BABYLON Mitte
Rosa-Luxemburg-Str. 30,
10178  BERLIN
Nell’ambito della rassegna Cinemaperitivo
Quando:
domenica 21 maggio 2017 ore 16:00.
Cosa e quanto:
Varichina – La vera storia della finta vita di Lorenzo De Santis, 2015 ‧ Film biografico/Documentario ‧ 53 min
Distribuzione: Ismaele film
OmU = lingua originale (italiano e dialetto barese) con sottotitoli in inglese.
Trailer del film

Aperitivo pugliese, a cura di Apulier in Berlin. Il buffet comprende un bicchiere di vino (La Torretta, Fuè Negroamaro Rosato) accompagnato da pane e focaccia artigianale, conserve e paté sottolio.
Il biglietto costa 9,- Euro e include film e aperitivo.

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