Airbnb a Berlino: affittare diventa sempre più difficile

17 May 2016

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di Mirea Cartabbia

Ora è davvero ufficiale: affittare interi appartamenti vacanze con Airbnb o servizi analoghi come Wimdu e 9Flats è vietato a Berlino.

Perché la legge – Zweckentfremdungsverbot – approvata nel 2014 iniziasse ad essere applicata ci sono voluti due anni, al fine di garantire un periodo di adattamento a chi sfruttava i vantaggi del servizio.

A scanso di equivoci bisogna chiarire che Airbnb non è illegale a Berlino, ma è illegale affittare un intero appartamento vacanze senza che l’host, colui che si registra sul sito e mette a disposizione una stanza o una casa, ci viva. Quindi continuano ad essere affittabili stanze in case condivise ma non appartamenti liberi, che erano destinati proprio all’uso in stile Airbnb.

Le conseguenze per il mancato rispetto della legge possono comportare multe fino a 100.000 euro per l’host. Ma come si può scoprire chi non rispetta la direttiva? La città di Berlino ha fatto appello alla buona coscienza personale dei residenti cercando di spiegare la scelta che ha portato all’emanazione della legge.

Rendere illegale questa forma di affitto è la conseguenza necessaria di un problema reale, che è quello della crescita degli affitti. Infatti tra il 2009 e il 2014 gli affitti nella capitale tedesca sono aumentati del 56%, una crescita drastica, sebbene restino sempre molto inferiori rispetto alle altre grandi capitale europee. A contribuire a questo aumento sarebbero, secondo i responsabili dello sviluppo urbano, anche Airbnb e i servizi analoghi.

Pare abbiano fatto molte pressioni anche le grandi corporazioni alberghiere che spesso, non riuscendo a competere con i prezzi di Airbnb, si sentivano minacciate.

Da parte sua Airbnb Berlin chiede chiarezza per tutti, host e turisti, in modo tale che questa pratica di affitto possa continuare in maniera legale e diventi un tipo di affitto comune come accade in altre città europee, per esempio Londra e Parigi.

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