Lettera alla Merkel di alcuni rifugiati sui fatti di Colonia

13 January 2016

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di Pavel Chute

Sabato 9 gennaio quattro rifugiati provenienti dalla Siria e dal Pakistan hanno inviato una lettera aperta alla Cancelliera Merkel, di cui di seguito proporrò la traduzione, che fa riferimento ai fatti avvenuti a Colonia a Capodanno in relazione ai quali fino a domenica 10 gennaio erano state esposte 516 denunce alla polizia tedesca.

Non voglio in alcun modo commentare il contenuto della lettera. Non conosco, ovviamente, gli autori della stessa, chi rappresentano o il numero delle persone che l’hanno poi sottoscritta accettandone il testo. Non so quanti sono i rifugiati in Germania che si potrebbero identificare nel suo contenuto né le finalità “più intime e personali” per le quali essa è stata redatta e pubblicata. Tra tutti coloro che hanno letto o leggeranno la lettera ci sarà chi solidarizzerà, ritenendo che le violenze avvenute non possono essere imputate all’intera “comunità” dei rifugiati/immigrati, e altri che invece riterranno che i fatti di Colonia non rappresentano che la punta di un iceberg nonché una delle possibili forme in cui la violenza degli immigrati possa abbattersi nei confronti dei paesi nei quali sono ospitati. A tal proposito posso solo dire, banalmente, che la violenza come fatto privato esiste in qualunque casa e strada nel mondo, a nord come a sud, nell’occidente come in oriente, e che di tale violenza privata abbiamo, proprio perché tale, una contezza solo parziale. Quella di Colonia, invece, è un fatto di violenza pubblica, e pur se non conosciamo il numero delle persone che hanno partecipato ai fatti in veste di assalitori (come non abbiamo neanche dati comparati rispetto a eventuali fatti di violenza verificatisi negli anni passati), possiamo probabilmente affermare che essa ha un’origine (anche) sociale da studiare, per chi ha interesse a farlo, (anche) con gli strumenti più o meno sofisticati delle scienze sociali.

Foto © depone / Flickr / CC BY-SA 2.0 / remixed by Il Mitte

Foto © depone
/ Flickr / CC BY-SA 2.0 / remixed by Il Mitte

Pubblico la traduzione di questa lettera solamente per fornire uno strumento in più di comprensione a coloro che, senza pregiudizi “buonisti” o “razziali”, vogliono cercare di comprendere con uno strumento in più il fenomeno dell’immigrazione di questi ultimi mesi; vogliono capire quanto la convivenza tra culture differenti sia un fatto complesso e composito. L’unica domanda che pongo è se l’Occidente, il nostro Occidente i cui valori di democrazia, libertà e tolleranza sono ritenuti imprescindibili, il nostro Occidente spesso confuso e poco propenso ad analizzarsi criticamente, sia in grado di capire, e non solo di tollerare, la diversità espressa in parole che trovano il proprio fondamento e la propria giustificazione, comunque, non nella legge dello Stato o nei valori dell’illuminismo, a cui, anche senza saperlo, sempre ci ispiriamo, bensì nel Corano e nella Bibbia.

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Duisburg, 9.1.2016

Avvenimenti nella notte di San Silvestro a Colonia e in altre città

Gentile Cancelliera Dr.ssa Merkel,

siamo rifugiati in Germania, fuggiti dalla guerra e dal terrore, scappati dalle bombe, dalle persecuzioni politiche e dalle violenze sessuali (ad es. dell’Isis). Molti di noi hanno alle spalle percorsi di fuga pericolosi. Siamo felici per avere trovato, alla fine, protezione in Germania e di ciò ringraziamo vivamente, molto vivamente, il popolo tedesco e il suo governo.

In considerazione di quanto detto siamo disgustati per ciò che, durante la notte di San Silvestro, è avvenuto a Colonia e in altre città. Aborriamo le violenze sessuali e i furti, presumibilmente compiuti da immigranti e rifugiati, e li condanniamo nel modo più severo. Anche per noi la dignità dell’essere umano, sia uomo che donna, è inviolabile. Anche noi applichiamo rigidamente il divieto di commettere furti. Anche per noi è naturale rispettare le leggi dello Stato che ci accoglie.

Molti di noi sono cristiani e mussulmani credenti e condividiamo i valori dei nostri fratelli e sorelle nella fede presenti in questo Stato. Ci impegnamo nel proteggere la dignità e l’onore delle donne, come imposto nel Corano e nella Bibbia. Rispettiamo il rigido divieto di furto del Corano e della Bibbia. I Mussulmani presenti tra di noi richiamano oltre a ciò l’osservanza del rigido divieto di non assumere sostanze alcoliche. I dieci comandamenti della Bibbia (2 Mosè 20,2-17) hanno un loro corrispondente nel Corano, Sure 17, 22-39.

Ci impegnamo, per quanto possibile, ad aiutare affinché reati simili a quelli compiuti a Colonia non si ripetano e di non abusare dell’ospitalità dei tedeschi.

Con sincera stima

(firmato da 4 rifugiati provenienti da Siria e Pakistan)

pavel chute

*Questo articolo è stato originariamente pubblicato sul blog di pavel chute.

PAVEL CHUTE è nato a Milano nel 1970. È laureato in Scienze Politiche e in Lingue e Letterature Straniere e ha vissuto a lungo in Inghilterra e in Germania (Berlino, Costanza, Colonia) dove ha studiato Africanologia. Lavora come traduttore e ha iniziato recentemente a scrivere racconti e brevi romanzi.

UNA FINESTRA SULLA GERMANIA è una rubrica rivolta agli italiani che vivono in Germania e a coloro che sono interessati a questo paese, raccontato in modo oggettivo, senza schieramenti, riconoscendone per quanto possibile pregi e difetti. Il tutto con un linguaggio semplice, ma diretto.

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