Germania, un milione gli immigrati nel 2011

25 May 2012

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Nel 2011 la Germania ha vissuto il più alto tasso di immigrazione in oltre 15 anni. Sono sempre di più, infatti, i lavoratori che lasciano i paesi dell’UE devastati dalla crisi e cercano fortuna in terra tedesca.

Pigi Mourmouri è vicina alla pensione, ma nell’ultimo anno ha avuto più lavoro che mai: in media, sono stati 20 i nuovi immigrati che ogni settimana si sono presentati al suo sportello-consulenza situato a Berlino. Sono appena arrivati nella capitale tedesca dalla Grecia e cercano consigli, vogliono sapere come funzionano le cose qui. Un anno fa, il numero massimo era di quattro immigrati a settimana: “Il numero sta crescendo ad un ritmo allarmante“, afferma Pigi.

Secondo gli ultimi dati provenienti dall’istituto tedesco di statistica, la maggior parte degli immigrati arriva in Germania dai paesi europei più afflitti dalla crisi. Lo scorso anno, circa 24.000 persone sono giunte dalla Grecia, circa 10.000 in più rispetto al 2010: un aumento del 90%. Anche l’immigrazione dalla Spagna, nel 2011, è aumentata del 50% rispetto all’anno precedente.

In totale, il numero di nuovi immigrati in Germania nello scorso anno ha superato la cifra di 958.000, il 20% in più rispetto ai dodici mesi precedenti. Oltre alla crisi che ha colpito gran parte dei paesi dell’Unione Europea, un altro motivo dell’aumento eccezionalmente elevato del tasso di immigrazione è stata la fine delle restrizioni per coloro che cercano di emigrare dai nuovi Stati membri dell’UE dell’Europa orientale e sud-orientale: Polonia, Ungheria e Romania.

Più della metà di coloro che cercano consigli da Mourmouri sono altamente qualificati: “Molte di queste persone sono ingegneri, medici e accademici, che semplicemente non hanno opportunità nel loro paese. Ci sono anche moltissimi giovani”, afferma l’impiegata.

Imprese e industrie tedesche sono ben felici di vedere arrivare lavoratori qualificati. “A causa dell’invecchiamento della popolazione del Paese, infatti, il mercato necessita circa 2 milioni di lavoratori qualificati provenienti dall’estero“, ha dichiarato Dieter Hundt, presidente dell’Associazione tedesca dei datori di lavoro. Ed il settore dove i lavoratori sono particolarmente richiesti è quello tecnico. “Ciò che è veramente importante è la creazione di una cultura dell’accoglienza, per dimostrare a queste persone che siamo lieti di averli qui in Germania”, ha concluso Hundt.

Ma la situazione non è sempre facile per questi nuovi arrivati. Fino a poco tempo fa, gli immigrati provenienti da paesi dell’UE, venuti in Germania in cerca di lavoro, avevano diritto a varie benefici sociali e potevano partecipare a corsi di lingua e di integrazione. “Era un investimento per essere in regola e integrati”, spiega Pigi. “Tuttavia, da alcuni mesi le domande per questi corsi, presso l’ufficio di collocamento, vengono generalmente respinte”.

Dal momento che la domanda di lavoratori altamente qualificati non può essere soddisfatta all’interno della sola Unione europea, il governo tedesco si è focalizzato sulla recluta di persone di formazione accademica da paesi extra UE. L’introduzione della cosiddetta “carta blu” ha reso più facile per gli stranieri emigrare verso l’UE e la Germania.

Quand’è possibile verificare che essi siano in possesso di un diploma universitario e possano dimostrare di avere un contratto di lavoro con uno stipendio di almeno 44.800 euro l’anno, allora sono autorizzati a vivere e lavorare nell’Unione Europea. Per i settori di lavoro in cui vi è una sostanziale necessità di dipendenti, la soglia di reddito è 35.000 euro l’anno. Dopo tre anni, gli immigrati possono fare domanda per ottenere la residenza, sia per se stessi che per le loro famiglie.

Hundt ritiene che la regola debba essere ampliata per includere i non-accademici, considerando che le nuove linee guida sono state emanate troppo recentemente, perché possano riflettersi nelle figure degli immigrati dell’ufficio nazionale di statistica. E un trend positivo (+4%) è già visibile tra gli immigrati provenienti da Stati non membri dell’UE, arrivati in Germania lo scorso anno.

“Sia che gli immigrati provengano dai paesi dell’Unione Europea o dal resto del mondo” – ha detto Mourmouris – “I servizi di consulenza in Germania potrebbe essere migliorati. La prima cosa di cui la gente ha bisogno è l’informazione”.

Che diritti ho qui? Che doveri e obblighi? Dove posso fare domanda di lavoro? Sono queste le domande più frequenti poste dai nuovi arrivati. Molte persone, ha aggiunto, chiamano dalla Grecia addirittura prima del tempo, per scoprire quali sono le regole tedesche. Anche il numero di centri di informazione per gli immigrati è troppo basso: “Ci sono alcuni centri di accoglienza e l’Ufficio Federale del Lavoro sta lavorando più a stretto contatto con le autorità greche, ma nel complesso, la Germania sta rispondendo troppo lentamente al numerosi nuovi immigrati”, continua Pigi e avverte: “Se questo processo non si velocizza, la Germania perderà questo potenziale”, aggiungendo che se gli immigrati istruiti non trovano nulla in Germania, se ne andranno altrove.

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